UltraCane è un bastone intelligente che rivoluziona la mobilità delle persone cieche e ipovedenti, grazie a sensori a ultrasuoni e feedback tattili. Offre maggiore autonomia, sicurezza e qualità della vita, rappresentando un passo concreto verso l’inclusione reale

In un Paese dove oltre due milioni di persone convivono con una disabilità visiva, e dove ogni giorno l’autonomia personale si scontra con barriere fisiche e culturali, la tecnologia può diventare un alleato prezioso. Tra gli strumenti più innovativi degli ultimi anni, UltraCane si distingue come una vera rivoluzione nella mobilità per persone cieche e ipovedenti. Non si tratta di un semplice bastone bianco, ma di un dispositivo avanzato, sviluppato per offrire una percezione spaziale tridimensionale dell’ambiente circostante, e restituire libertà e sicurezza a chi ha perso o ridotto la capacità visiva.

Un contesto di crescente bisogno

Secondo i dati ISTAT e delle principali associazioni del settore, in Italia circa 300.000 persone sono cieche totali, mentre il restante 85% del totale con disabilità visiva presenta forme di ipovisione più o meno gravi. Un fenomeno in crescita, legato anche all’invecchiamento della popolazione e all’incidenza di patologie croniche come il glaucoma e il diabete.

Il report del Ministero della Salute del 2023 segnala come oltre il 18% della popolazione sopra i 15 anni riferisca difficoltà visive, percentuale che sale vertiginosamente negli over 65. In parallelo, cresce l’urgenza di adottare soluzioni che vadano oltre la semplice assistenza e puntino all’autonomia individuale, uno degli aspetti più compromessi nelle vite delle persone cieche o ipovedenti.

Classificazioni e riconoscimenti

La disabilità visiva in Italia è regolamentata dalla Legge 138 del 2001, che distingue tra ciechi totali, ciechi parziali e diversi livelli di ipovisione. Ma questa classificazione, sebbene utile ai fini legali e assistenziali, non restituisce la complessità dell’esperienza quotidiana. Ci sono persone che vedono solo in condizioni di forte luminosità, altre che non percepiscono il movimento laterale, altre ancora che hanno una visione centrale buona ma completamente assente nella periferia del campo visivo. Una varietà che richiede soluzioni personalizzate, accessibili e realmente efficaci.

Tuttavia, nonostante un impianto normativo abbastanza solido, la realtà è ancora segnata da incertezze e ostacoli: diagnosi tardive, commissioni mediche non uniformi, difficoltà a ottenere ausili tecnologici, e soprattutto un diffuso senso di esclusione, che investe tutti gli ambiti della vita – dal lavoro allo studio, dalla cultura alla socialità.

UltraCane

UltraCane: molto più di un bastone

È in questo panorama che si inserisce UltraCane, un bastone intelligente progettato nel Regno Unito e frutto di anni di ricerca ingegneristica, sperimentazioni sul campo e dialogo con le comunità di persone cieche. Il suo obiettivo è semplice ma ambizioso: permettere a chi non vede di percepire lo spazio in modo attivo e consapevole, abbattendo non solo gli ostacoli fisici, ma anche quelli psicologici.

Alla vista può sembrare un comune bastone bianco, ma al suo interno UltraCane ospita due sensori a ultrasuoni in grado di rilevare ostacoli fino a quattro metri di distanza. Uno dei sensori è orientato verso il suolo, per individuare buche, scalini e altri ostacoli bassi, mentre l’altro è inclinato verso l’alto, per intercettare cartelli, rami, sporgenze o ostacoli sospesi.

La risposta viene trasmessa all’utente tramite vibrazioni tattili su due pulsanti collocati sul manico, uno per ogni lato. La direzione e l’intensità della vibrazione aiutano a comprendere dove si trova l’ostacolo e quanto è distante. In questo modo l’utente può crearsi una vera e propria “mappa mentale” dello spazio circostante, migliorando progressivamente la propria sicurezza e velocità nei movimenti.

Versatile, silenzioso, immediato

UltraCane è pensato per un utilizzo sia in esterni che in ambienti interni complessi, come stazioni, centri commerciali o uffici pubblici. Il raggio d’azione può essere regolato da due a quattro metri, a seconda delle esigenze. Inoltre, il dispositivo è completamente silenzioso, non emette segnali acustici e non ha luci, garantendo così la massima discrezione. La batteria si ricarica tramite USB e offre un’autonomia fino a sei ore di utilizzo continuo. Non è necessario alcun collegamento Bluetooth né accesso a internet: una volta acceso, il bastone è operativo in qualsiasi contesto, anche in assenza di connessione o rete.

Un ausilio per vivere, non solo per camminare

Quello che rende UltraCane particolarmente interessante è la sua filosofia progettuale: non si tratta semplicemente di “vedere meglio”, ma di vivere meglio. Il bastone diventa un’estensione del corpo e dei sensi, permettendo una mobilità più sicura ma anche più dignitosa, autonoma e serena. Le persone che lo utilizzano riferiscono non solo una maggiore facilità negli spostamenti, ma anche un miglioramento dell’autostima, della fiducia in sé e della voglia di uscire di casa.

In un mondo dove l’inclusione spesso resta una parola vuota, dispositivi come UltraCane dimostrano che l’innovazione può (e deve) avere un impatto reale sulla vita delle persone. Non basta rendere accessibili le strutture: serve restituire alle persone con disabilità visiva il diritto all’autonomia, all’imprevisto, alla libertà di perdersi e ritrovarsi.

Complemento alla riabilitazione visiva

UltraCane si inserisce perfettamente nei percorsi di riabilitazione visiva, come quelli offerti dal Polo Nazionale di Ipovisione del Policlinico Gemelli di Roma, che integra l’uso di ausili ottici ed elettronici con il supporto psicologico e l’addestramento alla mobilità. Grazie al suo approccio user-friendly e all’assenza di barriere tecnologiche, può essere utilizzato anche da chi ha una bassa familiarità con strumenti digitali, come molti anziani.

Nel nostro Paese, però, la diffusione di strumenti come UltraCane resta limitata, anche per via dei costi e della scarsa conoscenza del prodotto da parte delle strutture sanitarie. Se davvero vogliamo promuovere l’inclusione delle persone con disabilità visiva, è necessario inserire questi strumenti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantirne la fornitura gratuita o agevolata, e formare operatori capaci di supportarne l’uso.

Una nuova prospettiva

UltraCane non è solo un bastone: è una nuova prospettiva. È uno strumento che restituisce a migliaia di persone il diritto di attraversare la strada da soli, di camminare in un parco sconosciuto, di sentirsi liberi nel muoversi senza dipendere da altri. È tecnologia al servizio della dignità umana, uno degli strumenti più potenti che possiamo offrire per costruire una società davvero accessibile e giusta. In un tempo in cui si parla tanto di smart city, UltraCane ci ricorda che la prima vera rivoluzione tecnologica è quella che include, che restituisce diritti, e che riduce il divario tra ciò che sei e ciò che potresti essere.

Perché la libertà di muoversi, anche da soli, dovrebbe essere un diritto. Sempre.

Articolo precedente: La voce degli invisibili: MentalSportAut, un progetto per l’autismo nato dalla periferia del Sud

Una-tantum
Mensile
Annuale

Fai una donazione una tantum

Fai una donazione mensilmente

Fai una donazione annualmente

Scegli un importo

€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

In alternativa inserisci un importo personalizzato


Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Una risposta

Rispondi