MentalSportAut è un’associazione nata nella provincia di Reggio Calabria grazie all’impegno di Filippo Vadalà, terapista ABA e mental coach. Offre terapia e inclusione per bambini autistici in un contesto difficile, tra indifferenza istituzionale e pregiudizi radicati. Un’esperienza reale e coraggiosa

In un angolo d’Italia troppo spesso dimenticato, tra montagne di burocrazia e oceani di pregiudizio, esiste una realtà che si muove in silenzio, ma con passi determinati. Si chiama MentalSportAut ed è più di una semplice associazione: è il tentativo concreto di portare dignità, supporto e possibilità a bambini autistici e alle loro famiglie.

Il suo fondatore, Filippo Vadalà, è un terapista ABA e mental coach con anni di formazione alle spalle. Dopo aver lavorato lontano dalla sua terra, ha scelto consapevolmente di tornare nella provincia di Reggio Calabria, proprio dove la rete dei servizi pubblici è più fragile e l’inclusione rischia di restare solo una parola sulla carta.

“Volevo costruire qualcosa di utile, di pulito. Un progetto concreto per bambini che spesso vengono esclusi o abbandonati dalle istituzioni”, racconta Filippo.

E così è nato MentalSportAut, un’associazione “dal basso”, priva di sostegni politici o finanziari, portata avanti con sacrificio quotidiano. Anche se formalmente composta da tre soci, è Filippo la colonna portante, il presidente, il motore, il terapista, il promotore e, quando serve, anche l’autista.

Cosa fa MentalSportAut?

Le attività dell’associazione non sono solo molteplici, ma soprattutto pensate per chi ha davvero bisogno. Nel concreto:

Una realtà solida… eppure invisibile

Malgrado la qualità del lavoro e l’impatto tangibile sulla vita delle persone, MentalSportAut fatica a farsi riconoscere. Non dai bambini, né dalle famiglie — che anzi bussano con fiducia sempre maggiore — ma da quelle strutture che dovrebbero garantire diritti e sostegno.

“Siamo invisibili perché indipendenti, perché non facciamo parte di logiche clientelari. E perché diciamo la verità: l’autismo è ancora un tabù in molte realtà del Sud, si preferisce medicalizzare o ignorare piuttosto che affrontare”, denuncia Vadalà.

Emblematico è il caso di una bambina autistica di 5 anni costretta ad abbandonare la terapia per mancanza di fondi pubblici. Filippo ha lanciato una campagna di solidarietà, mobilitato la sua rete, trovato soluzioni creative, ma nessuna delle realtà associative locali ha mosso un dito.

Il libro “Io parlerò!!”: una voce dall’autismo

Per finanziare il progetto, Filippo ha anche scritto numerosi testi sull’autismo, con l’obiettivo dichiarato di destinare tutti i proventi a MentalSportAut.

Il libro “Io parlerò!!”, che raccoglie storie ed esperienze sul campo, ha avuto un discreto successo. Grazie a questo, Filippo ha potuto visitare scuole in Puglia e in Lombardia, sensibilizzando studenti, docenti e famiglie. Ogni presentazione è un’occasione per far conoscere l’autismo in modo autentico, diretto e lontano dagli stereotipi.

“Nonostante la fatica, continuo a crederci. Ma spesso sono stanco, sfiduciato. Mi sento solo. Abbiamo già in lista cinque bambini da prendere in carico, ma ci serve una base solida per farlo”.

MentalSportAut

Oltre le mura dell’indifferenza

MentalSportAut non è solo un progetto terapeutico, ma anche un messaggio culturale. La missione non è soltanto quella di “fare terapia”, ma di cambiare lo sguardo con cui la società guarda i bambini autistici. In una terra dove il pregiudizio è ancora forte, l’autismo viene spesso trattato come una colpa da nascondere, o come un problema da “curare” in silenzio. MentalSportAut, invece, porta i bambini nei contesti reali, li accompagna nei parchi, nelle palestre, a scuola. Insegna che l’inclusione non è un evento eccezionale, ma un percorso quotidiano.

E lo fa con un metodo rigoroso, una formazione certificata e una visione profonda: ogni bambino ha potenzialità, ogni famiglia ha diritto a non sentirsi sola. Il progetto ha bisogno di sostegno. Non solo economico, ma anche umano, sociale, culturale. Ha bisogno di alleanze vere, di visibilità non solo sui social, ma nel tessuto concreto delle comunità.
MentalSportAut è una storia che parla di resilienza, etica e visione, ma è anche un grido d’aiuto: il lavoro non può essere portato avanti da una sola persona, per quanto determinata.

Perché l’autismo non è un problema da risolvere. È una diversità da accogliere, una voce da ascoltare. E MentalSportAut ha scelto di ascoltarla. Anche quando tutti gli altri voltano lo sguardo.

Per informazioni:

📧 mentalsportaut@libero.it

📱 320 631 1958

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