Il Parco Archeologico di Pompei lancia “Pompei tra le mani”, un innovativo progetto di visite guidate multisensoriali pensato per persone non vedenti e con disabilità, per un’esperienza inclusiva e coinvolgente
Pompei non è solo un sito archeologico tra i più visitati al mondo: è anche un simbolo di rinascita e inclusione. Con il progetto “Pompei tra le mani”, il Parco Archeologico ha intrapreso un percorso pionieristico nel campo dell’accessibilità, andando ben oltre l’abbattimento delle barriere fisiche. L’obiettivo è rendere l’esperienza culturale pienamente fruibile anche per le persone non vedenti, ipovedenti, sorde e con altre disabilità sensoriali, cognitive o comunicative.
Dal 6 maggio, infatti, è possibile partecipare a visite guidate multisensoriali che integrano strumenti fisici e digitali per restituire la grandiosità dell’antica città di Pompei in una forma nuova, leggibile, tattile e interattiva. Il progetto nasce all’interno del protocollo “Campania tra le mani” e mira a diventare un modello replicabile per altri siti archeologici e culturali in Italia e in Europa.
Oltre le barriere: un nuovo concetto di accessibilità
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità parla chiaro: l’accessibilità deve essere universale, non solo architettonica, ma anche sensoriale e comunicativa. “Pompei tra le mani” risponde proprio a questa visione, integrando strumenti che consentono una fruizione autonoma e completa del sito archeologico. Si tratta di un progetto inclusivo, che punta a fare della cultura un diritto davvero per tutti.
L’icona simbolica del progetto è una mano stilizzata, ispirata alla Mano di Sabazio (un manufatto conservato nella Casa dei Riti Magici di Pompei). Questa mano rappresenta l’interconnessione tra diversi linguaggi: il verbale, la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e il Braille. Inoltre, integra la lettera “P” dell’alfabeto Braille, in un richiamo diretto e tangibile al nome Pompei. Un logo che non è solo immagine, ma messaggio: inclusione, rispetto, accessibilità.
Cosa offre “Pompei tra le mani”: gli strumenti dell’inclusione
Il cuore del progetto è rappresentato da una serie di strumenti innovativi e coinvolgenti:
- Mappe tattili e modelli 3D dei principali edifici e punti di interesse del sito;
- Bassorilievi ad alta definizione con didascalie in Braille, per “vedere” con le mani la maestosità di Pompei;
- Video accessibili in LIS, sottotitolati e con voce fuori campo;
- Tour virtuali e audio-descrizioni, fruibili anche da casa;
- Una postazione sensoriale che permette di esplorare materiali, forme e profumi tipici della Pompei antica;
- Segnaletica interattiva con QR code, per ricevere contenuti multimediali sul proprio dispositivo;
- Visite guidate con interprete LIS;
- Formazione specifica per il personale del Parco, per garantire accoglienza e assistenza adeguata a ogni esigenza.
Tutti questi strumenti sono stati pensati per costruire un’esperienza immersiva e personalizzata, che permetta a ciascun visitatore di vivere Pompei secondo le proprie modalità percettive e comunicative.
Un investimento per il futuro
Il progetto è stato promosso dal Parco Archeologico di Pompei e sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito dell’investimento “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura”. L’iniziativa si inserisce nella Missione 1 del PNRR “Patrimonio culturale per la prossima generazione”, con l’intento di proiettare il patrimonio italiano verso una fruizione pienamente inclusiva e sostenibile.
“Pompei tra le mani”, spiega il Direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, “è un progetto che guarda al futuro e che vogliamo sia replicabile in altri siti. L’accessibilità deve diventare un valore per tutti, non solo un obbligo normativo. Pompei deve essere accessibile come luogo fisico, ma anche come esperienza culturale ed emozionale”.
Le date delle visite e come partecipare
Il calendario delle visite guidate accessibili in Lingua dei Segni (LIS) è già stato definito. Dopo il debutto del 6 maggio, i prossimi appuntamenti si terranno il 20 maggio, il 3, 17 e 26 giugno, e ancora il 2, 7 e 18 luglio. La partecipazione è gratuita. Per prenotare è sufficiente inviare una mail all’indirizzo: prenotazioni@pompeitralemani.it.
Un modello replicabile
L’approccio di “Pompei tra le mani” non è pensato solo per rispondere a un’esigenza contingente, ma per rappresentare un modello stabile e strutturale di accessibilità culturale. Un’idea che può essere estesa anche ad altri siti archeologici, musei, biblioteche e luoghi della memoria.
Investire in accessibilità non è un costo, ma un valore. Significa ampliare il pubblico, valorizzare il patrimonio, costruire una società più equa. In questo senso, Pompei torna a essere avanguardia, non solo nella ricerca archeologica ma anche nei diritti culturali.
Conclusione
Grazie a “Pompei tra le mani”, l’antica città risorge ancora una volta: questa volta per essere toccata, ascoltata e vissuta anche da chi, per troppo tempo, ne è rimasto escluso. Un passo fondamentale verso una cultura davvero di tutti e per tutti. Un esempio concreto di come l’innovazione e la sensibilità possano trasformare la visita a un sito storico in un’esperienza accessibile, emozionante e universale.

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