Abilismo: rileggere l’accessibilità attraverso questa lente

Il tema centrale di “Lo spazio non è neutro. Accessibilità, disabilità, abilismo” (Tamu, 2024), scritto dall’attivista disabile Ilaria Crippi, è senza dubbio l’accessibilità. Tuttavia, il libro non la tratta come una semplice questione tecnica, ma offre una prospettiva culturale che intreccia femminilità, orientamento sessuale e disabilità. Grazie a questa impostazione, l’opera può essere apprezzata da un pubblico molto eterogeneo

Il saggio “Lo spazio non è neutro. Accessibilità, disabilità, abilismo” (Tamu, 2024) dell’attivista disabile Ilaria Crippi affronta in maniera incisiva il tema dell’accessibilità. Tuttavia, il libro va oltre la semplice analisi tecnica, proponendo una riflessione culturale che intreccia femminilità, orientamento sessuale e disabilità, offrendo una prospettiva multidimensionale su una questione di fondamentale importanza.

L’autrice inizia tracciando una panoramica storica, sociologica e giuridica del concetto di accessibilità, fornendo al lettore una comprensione profonda delle sue radici e delle sue implicazioni. Questo approccio contestuale è essenziale per comprendere come l’accessibilità non sia un dato acquisito, ma il risultato di lotte e rivendicazioni. Crippi esplora le strategie discorsive comunemente utilizzate per giustificare l’inaccessibilità, mettendo in luce come queste narrazioni contribuiscano a mantenere e perpetuare le barriere.Un aspetto particolarmente interessante del libro è l’analisi dei delicati equilibri di potere che emergono nelle relazioni di aiuto e assistenza personale.

Crippi introduce il concetto di “abilismo psicoemotivo”, che si riferisce alle conseguenze psicologiche ed emotive che la presenza di barriere suscita nelle persone con disabilità. Questo termine, relativamente nuovo, offre una chiave di lettura innovativa per comprendere l’impatto profondo e spesso sottovalutato delle barriere architettoniche e sociali sulla vita delle persone disabili.

Nella parte finale del libro, l’autrice si concentra sull’integrazione delle tematiche antiabiliste all’interno dei movimenti transfemministi e LGBTQ+. Questa sezione evidenzia come le lotte per i diritti delle persone con disabilità e quelle per i diritti delle persone LGBTQ+ possano e debbano intersecarsi, offrendo nuove prospettive e strategie comuni per combattere le oppressioni multiple. Grazie a questa impostazione complessa e articolata, “Lo spazio non è neutro” si presta ad essere letto da una vasta gamma di pubblico.

I professionisti dell’accessibilità, come ingegneri, architetti e progettisti, possono trovare nel libro uno strumento prezioso per comprendere come i rapporti di potere influenzino la progettazione degli spazi e dei servizi. Le persone con disabilità possono riconoscersi nelle pagine di Crippi, trovando una voce che esprime con chiarezza le loro esperienze e difficoltà. Coloro che operano nel settore della giustizia sociale troveranno spunti critici per riconoscere i privilegi dei “corpi abili” e ripensare l’organizzazione degli spazi in una chiave più inclusiva.

Un punto di particolare rilievo è l’attenzione agli aspetti di genere. Esiste una vasta letteratura che documenta come le donne con disabilità siano esposte a una discriminazione multipla, dovuta alla loro condizione di donne e di persone disabili. Crippi evidenzia come questo “intreccio identitario” contribuisca ad amplificare le disuguaglianze. Tuttavia, l’autrice non si limita a denunciare questa condizione di svantaggio, ma sottolinea anche come l’intreccio identitario possa diventare un punto di osservazione privilegiato per identificare le caratteristiche marginalizzanti di una società. Questa prospettiva permette di elaborare politiche che tengano conto di molteplici punti di vista, favorendo l’inclusione di tutte le identità che formano una persona.

Perché questo intreccio identitario possa portare a esiti positivi, però, non basta la sua semplice esistenza. Crippi sottolinea la necessità di studio, capacità di ascolto e confronto, nonché il bisogno di vedere riconosciuta e rispettata ciascuna delle componenti dell’identità. Questo approccio richiede uno sforzo consapevole e continuo per comprendere e accogliere la complessità delle esperienze individuali.

In conclusione, “Lo spazio non è neutro” di Ilaria Crippi è un’opera che offre una lettura ricca e sfaccettata del concetto di accessibilità, intrecciando abilmente le tematiche di disabilità, genere e orientamento sessuale. L’approccio antiabilista è predominante, ma gli aspetti legati al genere e all’orientamento sessuale sono integrati con competenza e sensibilità, rendendo il libro un contributo fondamentale per chiunque voglia approfondire questi temi. Crippi riesce a parlare a pubblici diversi, offrendo a ciascuno di essi strumenti e spunti di riflessione preziosi per promuovere una società più inclusiva e consapevole delle proprie dinamiche di potere.

Abilismo
La copertina dell’opera “Lo spazio non è neutro. Accessibilità, disabilità, abilismo” di Ilaria Crippi. Essa è illustrata con un particolare di “Thinking stairs” (Pensare alle scale), un disegno della pittrice, scrittrice e attivista americana Sunaura Taylor.

Nota sull’Autrice Ilaria Crippi è nata a Ferrara nel 1988. Attivista disabile e lesbica, ha vissuto tra l’Emilia e il Nord Europa collaborando con diverse organizzazioni per la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Ha studiato come disability manager e progettista sociale, appassionandosi ai Disability Studies e alla ricerca emancipatoria. Si interessa in particolare di accessibilità e vita indipendente, che esplora intrecciando prospettive sociologiche e giuridiche. Quando può attraversa, e talvolta facilita, gruppi di confronto transfemministi e antiabilisti.

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