“Voliamo sulla nostra carrozzina”, l’appello per consentire alle persone con disabilità di poter viaggiare in aereo senza impedimenti

C’è chi può viaggiare in aereo e chi invece non ha questo diritto. È quello che succede alle persone con disabilità motoria che desiderano prendere un aereo ma non possono farlo sedute sulla propria carrozzina. Donne e uomini, a seconda della propria condizione, molto spesso obbligati a lasciarla in stiva con il forte rischio che si danneggi in parte o arrivi a destinazione completamente fuori uso provocando all’arrivo estremi disagi per il passeggero a ridotta mobilità.

A denunciare questa grave situazione è l’Associazione Luca Coscioni che in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre) ha lanciato un appello intitolato “Voliamo sulla nostra carrozzina”. La richiesta, in particolare, si rivolge al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, entrambi della Lega.

Tra i primi firmatari, ad esempio, c’è Marco Gentili, co-presidente della Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, persona con Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e che a causa della sua condizione non può viaggiare sugli aerei di linea perché una seduta diversa da quella della sua carrozzina gli provoca gravi sofferenze. A sostenere la denuncia c’è inoltre Giulia Lamarca, che più volte ha affrontato il tema dei viaggi accessibili, donna con disabilità motoria a causa di un incidente, attivista per la mobilità per tutti, oltre che social influencer per i diritti e l’inclusione delle persone disabili.

Voliamo sulla nostra carrozzina

“Con questo appello offriamo al Governo italiano, e in particolare ai Ministri Salvini e Locatelli, di fare un passo importante nei confronti dei diritti delle persone con disabilità” dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Coscioni, impegnata da anni, anche a livello giudiziario, a tutela dei diritti civili come quelli delle persone non autosufficienti. I firmatari chiedono che anche in Italia venga attuata la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, eliminando realmente ogni forma di discriminazione e impedimento alla libertà di movimento.

Cosa chiedono i promotori dell’appello ai due ministri del governo Meloni? “Quello di intraprendere tutti i passi necessari a livello nazionale e internazionale, con gli enti dell’aviazione preposti alla sicurezza, d’intesa con le compagnie aeree, per consentire alle persone con disabilità gravi di poter viaggiare senza impedimenti sugli aerei di linea”. Molte persone con disabilità gravi, infatti, non possono prendere l’aereo per l’impossibilità di spostarsi dalla propria carrozzina, sulla quale devono rimanere per questioni di salute e incolumità fisica.

“Analoghi appelli negli Stati Uniti hanno portato alcune compagnie aeree a sperimentare prototipi che consentono di far viaggiare le persone con disabilità grave con e sulla propria carrozzina. Ci appelliamo, dunque, al Governo italiano affinché si faccia promotore di tutte le iniziative volte a superare queste gravi discriminazioni” affermano gli ideatori.

Altra questione rimasta finora irrisolta è il rimborso delle spese qualora la carrozzina imbarcata fosse danneggiata. Non è sempre previsto per tutte le compagnie aeree l’obbligo di pagare interamente i danni provocati alla carrozzina durante il volo. “D’altra parte, anche chi può viaggiare seduto sul sedile dell’aereo lasciando la propria carrozzina nella stiva – dice Berardo – ancora oggi, nonostante i regolamenti europei, incorre in gravi disagi. Quello più frequente è di non vedersi riconosciuto l’intero risarcimento per l’eventuale danneggiamento della propria carrozzina”.

Si chiede al governo di intervenire il prima possibile a livello legislativo anche su questo, affinché “siano garantite procedure certe di rimborso totale dei costi delle riparazioni da eventuali danneggiamenti o, quando impraticabili, del valore intero del medesimo prodotto oltreché di quelli derivanti dalla temporanea sostituzione”, conclude Berardo.

Le compagnie aeree sulla carta offrono servizi particolari per garantire ai loro clienti disabili il più sicuro e confortevole dei voli ma poi nella pratica non sempre il viaggio è garantito davvero. Dal 2008 il regolamento di volo europeo impedisce alle compagnie di rifiutare un imbarco per motivi di disabilità o mobilità ridotta. Poi ci sono alcuni casi più critici ma anche queste persone hanno diritto a viaggiare in sicurezza su determinati aerei.

Ad esempio, i servizi di ossigeno terapia e barella sono previsti solo a bordo di alcuni velivoli e richiedono per l’assistenza personalizzata una prenotazione anticipata di almeno 48 ore. Possono essere soggetti a pagamento e può essere richiesta – dalla compagnia – la costante presenza di un accompagnatore per tutta la durata del viaggio. Il cane guida del passeggero non vedente può viaggiare in cabina purché porti la museruola e venga tenuto al guinzaglio, e purché vi sia la disponibilità dello spazio necessario; in alternativa potrà essere sistemato nella stiva pressurizzata in una specifica cuccia dedicata ad hoc. Il trasporto del cane è totalmente gratuito.

La disponibilità per il compagno a quattro zampe dovrà essere richiesta all’atto della prenotazione. Il documento che funge da linee guida quando si viaggia negli aeroporti dell’Unione europea è il regolamento Regolamento (CE) n. 1107 del 5 luglio 2006. Il documento dà indicazioni sia sull’assistenza a terra che su quella in volo, pur non entrando sempre nel dettaglio. Infine per avere ogni informazione sulla mobilità inclusiva è possibile consultare l’opuscolo “Mobilità nella disabilità” prodotto dall’Ente nazionale dell’aviazione civile. (ilfattoquotidiano.it)

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