Il report ISTAT evidenzia un aumento degli alunni con disabilità nelle scuole italiane, ma persistono criticità: insegnanti poco specializzati, discontinuità didattica, carenza di assistenza e scuole poco accessibili, limitando l’inclusione e la partecipazione alle attività
Negli ultimi anni, l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità in Italia ha registrato alcuni progressi, ma persistono gravi difficoltà che compromettono il pieno diritto allo studio per tutti. Secondo il più recente rapporto ISTAT relativo all’anno scolastico 2023-2024, il numero di studenti con disabilità è aumentato significativamente, arrivando a quasi 359.000 alunni, pari al 4,5% del totale degli iscritti. Si tratta di un incremento del 6% rispetto all’anno precedente e di un aumento complessivo del 26% negli ultimi cinque anni, equivalente a 75.000 studenti in più.
Questi dati evidenziano una maggiore attenzione alla certificazione delle disabilità, una crescente domanda di sostegno da parte delle famiglie e un impegno più forte delle istituzioni scolastiche nell’accogliere studenti con bisogni educativi speciali. Tuttavia, l’inclusione non si esaurisce nel solo aumento numerico degli alunni con disabilità: servono risorse, personale adeguatamente formato e un ambiente accessibile. Ed è proprio su questi aspetti che l’indagine ISTAT mette in luce criticità ancora irrisolte.
Distribuzione degli alunni con disabilità nei diversi ordini scolastici
Gli alunni con disabilità sono distribuiti in modo disomogeneo tra i diversi ordini scolastici:
- Scuola primaria e secondaria di primo grado → 5,5% del totale degli iscritti
- Scuola dell’infanzia → 3,2%
- Scuola secondaria di secondo grado → 3,5%
Il maggiore tasso di alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado è attribuibile sia alla maggiore consapevolezza delle famiglie che al processo di diagnosi precoce, che permette di certificare prima le necessità educative speciali. Tuttavia, la percentuale cala nelle scuole superiori, suggerendo che esistano ancora ostacoli nella transizione verso il secondo ciclo di istruzione, che potrebbe risultare meno inclusivo rispetto ai livelli precedenti.
L’insegnamento di sostegno: formazione e discontinuità didattica
Uno degli elementi chiave per l’inclusione scolastica è la presenza di insegnanti di sostegno qualificati. Il rapporto ISTAT evidenzia alcuni miglioramenti in questo ambito, ma anche preoccupanti lacune.
Negli ultimi quattro anni, la percentuale di docenti con formazione specifica è passata dal 63% al 73%, un segnale positivo che mostra un incremento della preparazione professionale di chi opera con alunni con disabilità.
Tuttavia, il 27% degli insegnanti di sostegno continua a non avere una specializzazione adeguata, con una situazione più critica nel Nord Italia, dove la percentuale sale al 38%. Inoltre, circa l’11% degli insegnanti di sostegno viene assegnato con ritardo, causando problemi organizzativi e di continuità per gli studenti.

La discontinuità didattica è una delle maggiori criticità del sistema:
- Il 57% degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno ogni anno
- L’8,4% cambia docente persino durante lo stesso anno scolastico
Questi dati dimostrano che il problema della precarietà e del turn-over degli insegnanti di sostegno non è stato ancora risolto. Per gli alunni con disabilità, cambiare insegnante di sostegno significa spesso ricominciare da capo, dovendo instaurare nuovi rapporti, nuove dinamiche educative e nuovi metodi di apprendimento. Questa instabilità può rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi didattici e l’integrazione nel gruppo classe.
Assistenza specialistica carente: un diritto ancora negato
L’indagine ISTAT mette in evidenza anche la grave carenza di personale specializzato per l’assistenza agli alunni con disabilità. Sono ancora troppi gli studenti che non ricevono il supporto necessario:
- Oltre 15.000 studenti (4,2%) hanno bisogno di un assistente all’autonomia e alla comunicazione, ma non ne dispongono
- Quasi 5.000 alunni necessitano di un assistente igienico personale, ma non lo ricevono
Queste carenze sono particolarmente problematiche per gli studenti con disabilità motorie o complesse, che hanno bisogno di un sostegno continuativo per poter partecipare alle attività scolastiche in modo autonomo. La mancanza di assistenza adeguata può portare a situazioni di discriminazione, isolamento e difficoltà nell’apprendimento.

L’accessibilità degli edifici scolastici: un problema ancora irrisolto
Le barriere architettoniche nelle scuole italiane rappresentano un ostacolo concreto per l’inclusione degli alunni con disabilità motoria. Solo il 41% degli edifici scolastici risulta accessibile, una percentuale ancora troppo bassa.
La situazione è particolarmente eterogenea a livello territoriale:
- Nord Italia → 44% delle scuole accessibili
- Mezzogiorno → 37% (la percentuale più bassa)
- Valle d’Aosta → 76% di scuole accessibili (la regione più virtuosa)
- Liguria e Campania → solo il 30% di scuole accessibili (le regioni con la situazione peggiore)
Nonostante il grave ritardo, soltanto il 12% delle scuole ha effettuato interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’ultimo anno scolastico. Questo dato dimostra che l’accessibilità continua a essere un tema sottovalutato, mentre dovrebbe essere una priorità assoluta per garantire pari opportunità a tutti gli studenti
Partecipazione alle attività scolastiche: ancora troppe limitazioni
L’inclusione non si misura solo nelle ore di lezione, ma anche nella possibilità di partecipare a tutte le attività didattiche, dalle gite scolastiche alle lezioni di educazione fisica.
Partecipazione alle uscite didattiche
- 90% degli alunni con disabilità partecipa alle uscite brevi (senza pernottamento)
- Nelle scuole superiori la percentuale scende all’86%
- Nella scuola primaria la partecipazione è più alta (94%)
- Solo il 50% degli alunni con disabilità partecipa a gite con pernottamento
- Nella scuola dell’infanzia la percentuale è bassissima: appena il 13%
Questi dati dimostrano che quando le uscite prevedono pernottamenti o viaggi più lunghi, gli alunni con disabilità vengono spesso esclusi, probabilmente a causa di difficoltà organizzative o della mancanza di personale di supporto.
Partecipazione ad altre attività
- Circa il 90% degli studenti con disabilità partecipa alle lezioni di educazione fisica
- Nelle scuole superiori, la partecipazione all’alternanza scuola-lavoro è particolarmente alta, soprattutto nel Nord Italia
Questi risultati mostrano che, almeno in alcuni ambiti, l’inclusione è più efficace, anche se occorre garantire la possibilità per tutti gli studenti di prendere parte a ogni attività, senza esclusioni.
Conclusioni
Il numero crescente di alunni con disabilità nelle scuole italiane evidenzia progressi in termini di accoglienza e riconoscimento dei bisogni educativi speciali. Tuttavia, la qualità dell’inclusione scolastica non può essere misurata solo dal numero di iscritti, ma deve essere valutata considerando l’adeguatezza delle risorse, la preparazione degli insegnanti e la presenza di un ambiente accessibile.
Per garantire un’istruzione veramente inclusiva, è essenziale:
- Formare più insegnanti di sostegno specializzati
- Ridurre la discontinuità didattica
- Aumentare il numero di assistenti specialistici
- Migliorare l’accessibilità delle scuole
- Assicurare la piena partecipazione degli alunni con disabilità a tutte le attività scolastiche
L’inclusione non deve essere solo un obiettivo, ma una realtà concreta per ogni studente, indipendentemente dalle proprie condizioni.
Articolo precedente: Snoezelen: Stanze Multisensoriali per il Benessere delle Persone con Disabilità
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