Un gruppo di associazioni piemontesi e di persone impegnate nella difesa dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e autismo ha annunciato l’avvio del progetto “Rete Obiettivo DAMA Torino”. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere l’adozione del Modello DAMA nella regione, un sistema che, nato a Milano 25 anni fa, si propone di garantire un’assistenza medica avanzata e altamente personalizzata per le persone con disabilità

Il progetto “Rete Obiettivo DAMA Torino” è stato avviato da un gruppo di associazioni piemontesi e da persone impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e autismo, con l’obiettivo di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) nella Regione Piemonte. Questo modello, nato nel 2000 presso l’Ospedale San Paolo di Milano, mira a fornire un’assistenza medica avanzata e personalizzata alle persone con disabilità gravi, rispondendo alle esigenze di prevenzione, diagnosi e cura di queste persone, spesso escluse dai percorsi diagnostico-terapeutici tradizionali a causa di difficoltà comunicative o comportamentali.

In Piemonte, l’accesso alle cure ospedaliere per le persone con disabilità gravi è spesso ostacolato da barriere organizzative e culturali. Queste barriere si manifestano attraverso lunghi tempi di attesa, difficoltà nell’interazione con il personale sanitario e l’assenza di percorsi dedicati, portando a un peggioramento delle condizioni di salute dei pazienti e a un aumento dei costi sanitari. L’adozione del Modello DAMA potrebbe offrire una soluzione efficace a queste problematiche, garantendo un’assistenza sanitaria adeguata e rispettosa dei diritti delle persone con disabilità.

DAMA

Il Modello DAMA si basa su un approccio multidisciplinare, coinvolgendo diverse figure professionali che collaborano per fornire cure personalizzate. L’équipe DAMA gestisce autonomamente un call center dedicato alla presa in carico dei problemi e all’organizzazione del percorso ospedaliero, utilizzando competenze e risorse già presenti in ospedale e personalizzando l’intervento in base ai bisogni di ciascun paziente, dei familiari e dei caregiver.

A livello nazionale, il Modello DAMA ha ottenuto riconoscimenti significativi. Nel giugno 2023, è stato presentato alla 16ª Conferenza annuale degli Stati parte della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, tenutasi a New York. In questa occasione, Filippo Ghelma, direttore di DAMA e ricercatore dell’Università Statale di Milano, ha illustrato il modello come esempio di best practice nell’assistenza sanitaria alle persone con disabilità, sottolineando l’importanza di un’organizzazione ospedaliera flessibile e personalizzata.

L’implementazione del Modello DAMA in Piemonte rappresenterebbe un passo avanti verso l’inclusione e il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, in linea con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Oltre a migliorare la qualità delle cure e a ridurre l’uso di interventi di emergenza, il Modello DAMA si distingue per l’efficienza dei costi, offrendo un modello che si ripaga nel tempo grazie alla prevenzione delle complicazioni e alla razionalizzazione delle risorse ospedaliere.

Attualmente, in Italia esistono più di quaranta centri che si ispirano al Modello DAMA, a testimonianza della sua efficacia e della necessità di diffondere ulteriormente questo approccio. La “Rete Obiettivo DAMA Torino” si propone di sollecitare le istituzioni regionali a implementare questo modello in almeno un ospedale della regione, fungendo da catalizzatore per decisioni politiche attese da tempo. Sono stati avviati contatti con operatori e istituzioni regionali per esplorare le prime opportunità di attuazione, con l’auspicio che Torino possa diventare un esempio di inclusione e innovazione per tutto il territorio piemontese, recuperando il tempo perduto.

Per ulteriori informazioni sul progetto “Rete Obiettivo DAMA Torino”, è possibile contattare l’indirizzo email reteobiettivodama@gmail.com.

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