A Genova nasce Msiclimb, la prima parete d’arrampicata multisensoriale per la riabilitazione pediatrica. Integrando sport e tecnologia, offre stimoli visivi, sonori e tattili per migliorare motricità, coordinazione e inclusione nei bambini con disabilità neurologiche
A Genova è stata inaugurata la Multisensory Integration Climb (Msiclimb), la prima parete d’arrampicata tecnologica multisensoriale al mondo, progettata per la riabilitazione clinica di pazienti pediatrici con disabilità multiple o complesse. Questa innovativa struttura è il risultato della collaborazione tra l’Unità di Ricerca per Persone con Disabilità Visive dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), coordinata da Monica Gori, e l’Unità Operativa Complessa di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Giannina Gaslini, diretta da Chiara Tacchino.
La cerimonia di inaugurazione si è tenuta presso il padiglione 1 dell’ospedale pediatrico Gaslini, alla presenza di figure di spicco come Renato Botti, direttore generale del Gaslini, Angelo Ravelli, direttore scientifico del Gaslini, Raffaele Spiazzi, direttore sanitario del Gaslini, e Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT.
Cos’è Msiclimb e a chi è destinata
Msiclimb è una parete d’arrampicata tecnologica multisensoriale progettata per pazienti di età compresa tra i 3 e i 18 anni affetti da condizioni neurologiche come ictus pediatrico, paralisi cerebrale infantile o disturbi dello sviluppo. Tuttavia, il suo utilizzo può essere esteso a pazienti pediatrici con disabilità di diversa natura. La struttura si basa sul concetto di multisensorialità, un campo in cui Monica Gori è pioniera, e sfrutta le potenzialità riabilitative derivanti dall’integrazione tra sport e tecnologie avanzate.
Fino ad oggi, la tecnologia di Msiclimb è stata testata su 34 giovani pazienti e 52 bambini con sviluppo tipico. Nelle prossime settimane, entrerà a pieno regime per i pazienti dell’Unità di Medicina Fisica e Riabilitazione del Gaslini.
L’origine del progetto
L’idea di sviluppare questo dispositivo nasce dalla necessità di arricchire il percorso riabilitativo ospedaliero dei pazienti pediatrici con soluzioni innovative e coinvolgenti, che includano anche l’attività sportiva. La dottoressa Marta Bertamino, che da anni lavora a stretto contatto con giovani pazienti con ictus presso il centro Stroke del Gaslini, ha evidenziato questa esigenza. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’esperienza di Monica Gori nello sviluppo di nuove tecnologie inclusive e riabilitative, da lei definite “tecnologie responsabili” poiché basate su evidenze scientifiche e in grado di produrre risultati misurabili.

Sport e riabilitazione: un connubio vincente
Msiclimb rappresenta il primo dispositivo del progetto Sport Hospital, un’iniziativa nata quattro anni fa dalla collaborazione tra Gori e Bertamino, con l’obiettivo di integrare attività sportive nel percorso riabilitativo dei pazienti. Lo scopo è unire terapia e gioco in un ambiente stimolante, riconoscendo il ruolo fondamentale dello sport nel promuovere il benessere fisico e psicologico. I team del Gaslini e dell’IIT hanno lavorato insieme per creare uno spazio in cui questi benefici siano accessibili anche a bambini con bisogni complessi, sfruttando le tecnologie avanzate per personalizzare l’esperienza riabilitativa.
Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT, ha dichiarato: “Risultati come quelli presentati oggi fanno capire il grosso impatto che la ricerca portata avanti in IIT può avere nella vita reale delle persone e sottolineano l’importanza di uscire dai laboratori creando collaborazioni con realtà di valore che tutti i giorni hanno a che fare con esigenze concrete, come l’Istituto Giannina Gaslini, con cui dialogare per lavorare insieme allo sviluppo di una tecnologia che metta l’essere umano al centro”.
Renato Botti, direttore generale dell’IRCCS Gaslini, ha aggiunto: “Il progetto Sport Hospital dell’istituto Gaslini contribuisce ad aiutare i bambini con disabilità a colmare un gap in termini di accesso alla pratica sportiva, promuovendo percorsi di inclusione sociale, imprescindibili per promuovere la migliore qualità di vita delle persone con disabilità. Per noi è importante avere la possibilità di lavorare con istituti di ricerca di altissimo livello come l’IIT, perché questo ci aiuta ad offrire ai nostri pazienti interventi diagnostici e terapeutici all’avanguardia grazie a percorsi di cura personalizzati e adattati alle caratteristiche e necessità di ogni singolo paziente”.

Caratteristiche tecniche della parete
La parete di arrampicata multisensoriale, esteticamente simile a quelle utilizzate nello sport, è dotata di diversi tipi di feedback sensoriali modulabili. Tra questi, stimoli visivi con prese che cambiano colore attraverso luci, stimoli sonori come la riproduzione di versi di animali o messaggi motivazionali, e stimoli tattili forniti dalla vibrazione di uno smartwatch indossato dal paziente e collegato a un software sviluppato appositamente per questo progetto.
Lo sviluppo tecnologico ha previsto un confronto costante tra il team di riabilitazione e i ricercatori dell’IIT, adattando la sensoristica alle esigenze eterogenee dei bambini con disabilità multiple e complesse. Il dispositivo è intuitivo, non invasivo, ecologico ed economico. La parete misura tre metri per tre ed è composta da quattro pannelli di legno. Sulla metà sinistra, i ricercatori dell’IIT hanno posizionato 30 prese in modo speculare per favorire l’allenamento della “simmetria” motoria, consentendo di esercitare movimenti più grossolani. Le altre 30 prese, disposte sulla metà destra in maniera asimmetrica, favoriscono l’allenamento della pianificazione motoria, concentrandosi su movimenti più fini.
Ogni presa è dotata di sei sensori laser per rilevare il contatto con la mano del bambino e trasmettere i dati al software di monitoraggio. Questo consente ai terapisti di raccogliere informazioni dettagliate sulla performance motoria del paziente e personalizzare il percorso riabilitativo in base ai progressi individuali.
Un modello per il futuro della riabilitazione pediatrica
La speranza è che Msiclimb possa diventare un modello replicabile in altri centri di riabilitazione pediatrici, sia in Italia che all’estero. Il progetto si inserisce in un’ottica più ampia di sviluppo di tecnologie responsabili, che possano migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e promuovere l’inclusione attraverso soluzioni innovative e accessibili.
Il prossimo passo per il team di ricerca sarà quello di raccogliere ulteriori dati sull’efficacia della parete d’arrampicata attraverso studi longitudinali, per validare scientificamente i benefici della multisensorialità nella riabilitazione motoria e cognitiva dei bambini con disabilità complesse.
Grazie alla sinergia tra scienza, tecnologia e medicina, Msiclimb rappresenta un passo avanti significativo nel modo in cui concepiamo la riabilitazione pediatrica, trasformandola in un’esperienza più coinvolgente, motivante ed efficace per i giovani pazienti.
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