John McFall, il primo astronauta disabile dell’Esa

John McFall, 41enne di Frimley, nel Surrey (Regno Unito), è stato selezionato dall’ESA per partecipare al programma di addestramento per astronauti e potrebbe essere il primo disabile ad andare nello spazio. “Spero di poter essere di ispirazione” per altre persone con disabilità, ha commentato aggiungendo che la sua nomina dimostra che “la scienza e lo spazio sono per tutti“. L’annuncio è stato dato al termine della ministeriale 2022 di mercoledì 23 novembre a Parigi, nel corso della cerimonia di presentazione della nuova classe astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea.

McFall si è unito ad altri 16 uomini e donne selezionati per la nuova classe di astronauti, la prima negli ultimi 13 anni di attività dell’Esa. L’Agenzia ha dichiarato di voler ampliare la definizione di ciò che significa avere “la stoffa giusta” per andare nello spazio, ma questo non significa che il paralimpico britannico avrà la garanzia di andare in orbita. Piuttosto, farà parte di un programma di idoneità per verificare se ci sono i requisiti necessari per poter realizzare quella che già appare un’impresa rivoluzionaria.

Chi è John McFall
John McFall
John McFall, campione paralmipico e candidato a diventare il primo astronauta disabile dell’Agenzia Spaziale Internazionale (foto ESA)

John McFall ha una formazione in scienze motorie e sportive. Ha conseguito la laurea presso l’Università di Swansea, nel Regno Unito, nel 2004, e il master presso l’Università del Galles a Cardiff, nel 2005. Nel 2014, John si è laureato in Medicina e Chirurgia presso la Cardiff University School of Medicine, ed è specializzando in traumatologia e ortopedia nel sud dell’Inghilterra.

In seguito a un incidente motociclistico, quando aveva 19 anni, gli è stata amputata la gamba destra. Ma questo non l’ha fermato e imparato a correre di nuovo: nel 2005 è diventato professionista di atletica leggera, rappresentando la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord come velocista paralimpico, classe T42. A Pechino 2008 si è piazzato sul terzo gradino del podio dei 100m e l’anno precedente aveva vinto l’oro alla Coppa del Mondo Paralimpica nei 200m, ma di medaglie, in carriera ne ha vinte tante.

John è sposato e ha 3 figli. I suoi sport preferiti sono la corsa e la mountain bike, ma i suoi altri interessi includono anche la musica, suona la chitarra, ama viaggiare, la falegnameria e il bricolage. Nel novembre 2022, McFall è stato selezionato per partecipare al progetto di praticabilità “Parastronaut” dell’ESA per migliorare la comprensione e il superamento delle barriere che il volo spaziale presenta per gli astronauti con disabilità fisiche.

Il primo astronauta disabile
Candidati astronauti dell'ESA
La nuova selezione di candidati astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea presentata a Parigi (foto BBC News)

McFall potrebbe quindi diventare il primo astronauta disabile della storia. Dopo l’annuncio dell’Agenzia Spaziale Europea si è detto orgoglioso e grato di aver avuto l’opportunità di partecipare a “un progetto così coraggioso e audace“. Alla BBC ha inoltre svelato di non aver mai preso veramente in considerazione l’idea di diventare astronauta, ma di essersi sentito in dovere di candidarsi quando ha visto l’opportunità.

Quando l’Esa ha annunciato che stavano cercando candidati con disabilità fisiche per gestire questo progetto di praticabilità astronautica, mi sono soffermato sulle specifiche della persona e mi è venuta in mente questa cosa”, ha aggiunto. “Mi sono sentito così ispirato”.

L’Esa collaborerà con la Nasa allo studio: per prima cosa si dovrà capire se l’inclusione di un para-astronauta possa compromettere o meno la sicurezza dell’equipaggio. È anche possibile che i veicoli spaziali in cui viaggeranno necessitino di adattamenti

È molto importante per noi coinvolgere tutti coloro che sono appassionati in materia spaziale”, ha dichiarato il dottor David Parker, direttore dell’Esa per l’esplorazione umana e robotica dello spazio. “Stiamo facendo un primo passo aprendo questa selezione a persone con determinati tipi di disabilità fisiche, e speriamo davvero di farle volare in una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale”, ha dichiarato a BBC News. (articolo parziale da luce.lanazione.it)

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