Alla luce dell’evoluzione normativa in tema di permessi di conciliazione tra vita familiare e professionale, l’Inps in un messaggio ha riepilogato i passi che i datori di lavoro sono chiamati a seguire per la corretta compilazione dei flussi Uniemens utili al calcolo dei contributi. Dai congedi parentali a quelli di paternità e maternità fino alle assenze per disabilità: ecco le istruzioni da seguire
INPS, a seguito delle novità normative introdotte negli ultimi 12 mesi in tema di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, nel messaggio del 26 luglio ha fatto il punto sulle regole da seguire per i datori di lavori nella compilazione dei flussi Uniemens utili al calcolo dei contributi. Con il decreto legislativo 105 del 2022 e la Legge di bilancio 2023 è mutata la mappa dei codici evento e conguaglio da utilizzare in caso di congedo parentale e di paternità.
Tra le novità principali introdotte nell’ultimo anno l’Inps chiarisce che per godere del periodo di congedo parentale aggiuntivo di 3 mesi non è necessario che l’altro genitore abbia usufruito dei 3 mesi di congedo indennizzato non trasferibili. In particolare il datore di lavoro deve applicare il codice evento MA2 fino al raggiungimento dei sei mesi di coppia entro i 6 anni di vita del bambino tenendo conto anche dell’eventuale mese indennizzabile all’80%.
Il decreto legislativo 105 del 2022 ha modificato le regole anche sul fronte del congedo di paternità e maternità con un’indennità all’80%. Rispetto al passato il contributo cresce rispetto al 30% dello stipendio per un mese da effettuarsi entro i 6 anni di vita del bambino. L’agevolazione del congedo dall’80% è rivolta a lavoratori o lavoratrici dipendenti che hanno concluso il loro periodo di assenza dopo il 31 dicembre 2022.
L’istituto di previdenza chiarisce la possibilità di imputare l’indennità a periodi successivi se vi siano accordi contrattuali che già prevedano tutele di maggior favore nel primo o nei primi mesi di congedo parentale. L’importante è non eccedere il mese da fruire entro i 6 anni e ricadano nei 3 mesi spettanti a ogni genitore e non trasferibili all’altro. L’Inps passa poi in rassegna i nuovi codici evento e conguaglio da comunicare nei flussi Uniemens per i permessi in caso di disabilità. A partire da maggio 2023 per la corretta gestione dei permessi regolati dalla legge 104 occorre far riferimento alla circolare Inps 39 del 2023.
Come spiegato nella circolare 39 del 2023 dalla vecchia legge 104 è stato eliminato il principio del referente unico per l’assistenza. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 105 il 13 agosto 2022 il diritto dei tre giorni di permesso mensile per assistere una persona con disabilità viene riconosciuto a più persone che possono fruirne in via alternativa tra loro. (Tg24.sky.it)