I Giochi paralimpici di Parigi 2024 abbandonano l’idea del supereroe, concentrandosi sulle prestazioni sportive degli atleti. La campagna di Channel 4 promuove un’immagine inclusiva, evitando cliché ispirazionali e sottolineando il valore atletico indipendentemente dalla disabilità
I XVII Giochi paralimpici estivi, in programma a Parigi dal 28 agosto all’8 settembre 2024, segnano una svolta epocale nella narrazione degli atleti paralimpici. La storica cornice della capitale francese accoglierà i campioni di tutto il mondo, ponendo al centro dell’attenzione le loro straordinarie prestazioni sportive e non le loro storie di vita. Questo cambiamento si riflette anche nella nuova campagna di Channel 4, che abbandona l’idea del supereroe per concentrarsi esclusivamente sulle imprese atletiche.
Due tra i più grandi protagonisti dello sport paralimpico guideranno la delegazione italiana ai Giochi di Parigi: il ciclista Luca Mazzone e la velocista di atletica Ambra Sabatini. Entrambi hanno già dimostrato il loro valore in ambito internazionale, rappresentando un faro per il movimento paralimpico italiano. Le loro storie, pur degne di nota, saranno messe in secondo piano rispetto alle loro performance sportive, in linea con il nuovo approccio alla comunicazione adottato per questi Giochi.
La Campagna di Channel 4: “Considering What?”
Channel 4 ha lanciato una campagna rivoluzionaria intitolata “Considering What?”, ideata da 4Creative. Questo spot di 2 minuti e 20 secondi sfida i preconcetti e le attitudini paternalistiche che spesso accompagnano le comunicazioni sui Giochi Paralimpici sottolineando come “l’idea del supereroe sia stata finalmente abbandonata” a favore di una maggiore attenzione sulle prestazioni sportive. Questo cambiamento è cruciale per superare i cliché della motivazione ispirazionale che dominano quasi tutte le narrazioni sullo sport e la disabilità.
Un Cambiamento di Prospettiva: Dal Supereroe all’Atleta
Nel 2012, con la campagna “Meet The Superhumans”, e nel 2016 con “We’re The Superhumans”, si enfatizzasse l’idea degli atleti paralimpici come supereroi. Queste campagne, pur potenti e di grande impatto, facevano sentire a disagio molti attivisti e persone con disabilità. La narrazione oscillava tra due estremi: il vittimismo e il supereroismo, con una predominanza del secondo nello sport.
Tuttavia, il concetto di supereroe è sminuente e fuorviante. Concentrarsi sulla disabilità anziché sulla performance atletica rischia di oscurare il duro lavoro, la disciplina e la dedizione che sono alla base di ogni successo sportivo. Gli atleti paralimpici non sono superumani perché ottengono risultati “nonostante la loro disabilità”, ma perché, grazie a impegno, determinazione e allenamento, eccellono nel loro sport. Ora, finalmente, l’attenzione è rivolta all’atleta e non alla sua disabilità
L’immaginario del supereroe e del superumano è intrinsecamente abilista. Suggerisce che le persone con disabilità debbano compiere imprese eccezionali per essere accettate dalla società. Questo approccio può portare a una visione distorta, dove le persone con disabilità sono viste come degne di rispetto solo se riescono a superare ostacoli straordinari.Le campagne come “Considering What?” hanno il potenziale di portare messaggi di inclusione e abbattere stereotipi non solo per gli atleti paralimpici, ma per l’intera comunità delle persone con disabilità. Questi spot sottolineano che le imprese sportive degli atleti paralimpici sono straordinarie per il loro merito intrinseco, non per il fatto di essere realizzate “nonostante” una disabilità.
Il nuovo film di Channel 4 non si concentra sul “superare la disabilità”, ma sulle impressionanti sfide che tutti gli atleti devono affrontare: gravità, attrito, tempo. Queste sono le vere forze contro cui lottano, indipendentemente dalla disabilità. Inoltre, la campagna affronta gli stereotipi delle persone che guardano, invitandole a ripulire il loro sguardo dai pregiudizi e a vedere le imprese sportive per quello che sono.

Inspiration Porn: Un Concetto da Superare
Il termine “inspiration porn” si riferisce all’uso delle persone con disabilità come strumenti di ispirazione, riducendole a oggetti per il beneficio emotivo delle persone non disabili. Quasi tutte le campagne sullo sport rischiano di cadere in questo tranello. Tuttavia, la nuova campagna di Channel 4 evita questo errore, celebrando l’eccellenza atletica senza riserve.
Lo Sport e la Disabilità
Il motto “Sport doesn’t care about disability” racchiude un significato profondo. Lo sport, nella sua essenza, è un campo in cui contano solo le capacità, la determinazione e il duro lavoro degli atleti. L’eccellenza è eccellenza, senza riserve. Questo principio non fa sconti nemmeno alle persone con disabilità, riconoscendo il loro valore per le loro capacità sportive.
Fino adodici anni fa, una campagna come quella di Channel 4 non sarebbe stata pensabile. È una campagna irriverente, con un tono di voce raro quando si parla di disabilità. Tuttavia, i tempi sono maturi per questo tipo di messaggio, e anche il pubblico è più pronto ad accoglierlo. Questi messaggi sfidano i pregiudizi e le basse aspettative, costringendo gli spettatori a confrontarsi con le proprie idee preconcette.
Nei media, le narrazioni sulla disabilità stanno cambiando. Si cerca di passare da una rappresentazione pietistica e stereotipata a storie che mettono in luce le abilità, i successi e le esperienze delle persone con disabilità. Fino a pochi anni fa, la battaglia era per la rappresentazione; oggi, la richiesta è di esserci nel modo giusto. I media possono essere grandi alleati delle persone con disabilità, contribuendo a scolpire l’immaginario collettivo e ad avere un impatto positivo sulla mentalità, le attitudini e i comportamenti della società.
I Giochi paralimpici di Parigi 2024 rappresentano un punto di svolta nella narrazione degli atleti paralimpici. Con l’abbandono dell’idea del supereroe e l’attenzione posta esclusivamente sulle prestazioni sportive, si promuove una visione più inclusiva e rispettosa delle persone con disabilità. Questa evoluzione è fondamentale non solo per gli atleti, ma per l’intera società, che può trarre beneficio da una maggiore comprensione e apprezzamento delle capacità umane. Il messaggio è chiaro: lo sport è un campo di eccellenza dove ciò che conta sono le capacità, la determinazione e il duro lavoro, indipendentemente dalla disabilità.
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