Andrea Stella, ferito gravemente in una rapina a Miami, ha trasformato la propria disabilità in opportunità costruendo il primo catamarano al mondo accessibile. In oltre vent’anni l’imbarcazione ha portato in mare diecimila persone con disabilità, completando recentemente un giro del mondo di 23 mesi
Una sparatoria a Miami nell’agosto del 2000 ha cambiato per sempre la vita di Andrea Stella, ma non ha spezzato il suo legame con il mare. A soli 24 anni, fresco di laurea in giurisprudenza e in vacanza negli Stati Uniti, viene aggredito da tre criminali durante un tentativo di rapina. Due colpi di pistola lo colpiscono al fegato e a un polmone, ma è la lesione alla colonna vertebrale a segnare il punto di non ritorno: dopo 45 giorni di coma, il giovane vicentino si risveglia con la consapevolezza che passerà il resto della vita su una sedia a rotelle.
Per chi, come Andrea, ha sempre vissuto il mare come una seconda casa, l’idea di non poter più navigare sembrava una condanna. Ma con il fondamentale supporto della propria famiglia, riesce a far realizzare un catamarano accessibile a tutti, disabili e non. Nasce così “Lo Spirito di Stella”, un’imbarcazione che rappresenta molto più di un semplice mezzo di trasporto: è la materializzazione di un sogno che sembrava impossibile, la dimostrazione tangibile che le barriere più difficili da abbattere sono quelle mentali.
Un’imbarcazione rivoluzionaria: ingegneria al servizio dell’inclusione
Il catamarano misura 18 metri di lunghezza per 7,80 metri di larghezza ed è stato progettato seguendo gli standard internazionali di accessibilità. Ogni dettaglio è stato studiato per permettere alle persone con disabilità di essere parte attiva dell’equipaggio, non semplici passeggeri. A differenza delle imbarcazioni a scafo singolo, il catamarano ha un’inclinazione ridotta di soli 4-5 gradi, garantendo maggiore stabilità e comfort.
L’accesso all’imbarcazione avviene tramite una passerella larga 80 centimetri, mentre una pedana mobile comandata elettricamente trasforma il pavimento del pozzetto in una rampa con pendenza del 5%, permettendo alle carrozzine di muoversi agevolmente tra gli spazi. Il catamarano dispone di quattro cabine, due delle quali dotate di bagni accessibili, progettati dopo uno studio accurato delle dinamiche di movimento delle carrozzine. Un seggiolino facilita gli spostamenti tra poppa e prua, e un sollevatore speciale con imbrago permette persino di scendere in acqua.
Ma l’aspetto più straordinario è il sistema di comando: completamente automatizzato e a sforzo zero, consente a persone con diverse disabilità di condurre l’imbarcazione. Ci sono ragazzi che manovrano la barca spostando il mento, altri soffiando in un piccolo tubicino: un miracolo di tecnica e ingegneria al servizio dell’inclusione.

Vent’anni di navigazione inclusiva
Dal 2003, anno di fondazione dell’Associazione Onlus “Lo Spirito di Stella”, l’imbarcazione ha ospitato gratuitamente oltre 10.000 persone con disabilità e i loro accompagnatori. Chi per poche ore, chi per 20 giorni in oceano durante una delle tre traversate atlantiche che il catamarano ha compiuto. Alcune di queste persone non erano mai state in mare prima, e l’idea stessa di salire su una barca sembrava loro impossibile.
Andrea ricorda con emozione alcune storie particolari: un ragazzo malato di SLA, velista, che in dieci anni era uscito di casa solo due volte per andare in ospedale, e la terza volta per tornare in barca. Durante il periodo Covid, quando non era possibile accogliere gruppi eterogenei, il catamarano ha coinvolto associazioni di bambini oncologici con le loro famiglie. Tra questi, Andrea ricorda Carlo, un bambino che poco dopo li ha lasciati, ma che quel giorno in barca sembrava il più felice del mondo.
Il giro del mondo: WoW Around the World 2023-2025
Il primo luglio 2023, dal Porto Antico di Genova, il catamarano ha intrapreso un viaggio epico: il progetto WoW 2023-2025 – Around the World. Un’iniziativa in collaborazione con il Ministero della Difesa dedicata ai militari divenuti disabili in servizio, appartenenti alle forze armate di tutti i Paesi impegnati in attività di mantenimento della pace.
Il viaggio, che ha visto l’alternanza di 80 equipaggi diversi, ha rappresentato un’esperienza storica: il catamarano ha navigato al fianco della nave scuola della Marina Militare Italiana Amerigo Vespucci, incrociandola in Australia. Durante i 23 mesi di navigazione, l’imbarcazione ha percorso oltre 40.000 miglia nautiche, toccando tutti e cinque i continenti, attraversando tre oceani e facendo scalo in 80 porti. Più di 500 persone hanno partecipato all’avventura, tra cui atleti paralimpici, militari con disabilità e velisti con varie disabilità di diverse nazionalità.
A New York l’equipaggio ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che ha riconosciuto il valore simbolico dell’iniziativa. Il viaggio si è concluso il 10 giugno 2025 con il rientro a Genova, chiudendo un cerchio iniziato quasi due anni prima.

Molto più di una barca: progetti per un futuro inclusivo
Oggi “Lo Spirito di Stella” è impegnata in numerose iniziative oltre alla navigazione. L’associazione gestisce una scuola vela itinerante gratuita che permette a ragazzi con disabilità, accompagnati da medici, fisioterapisti o familiari, di vivere giornate in autonomia cimentandosi nella conduzione di imbarcazioni. Organizza corsi di sci per persone con disabilità e sta costruendo a Bassano del Grappa due unità abitative completamente accessibili, ecocompatibili e autonome, chiamate “La casa per tutti”.
L’associazione svolge anche attività di sensibilizzazione nelle scuole, portando il messaggio che nella progettazione di oggetti e luoghi, l’attenzione all’accessibilità rappresenta un punto di forza e non di debolezza, a vantaggio di tutti. Nel 2021 ha realizzato un giro d’Italia dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche “e mentali”, come tiene a precisare Andrea, permettendo a molte persone di riscoprire le meraviglie del mare dopo mesi di pandemia e isolamento.
Il messaggio: progettare un mondo accessibile a tutti
A 50 anni, Andrea ha maturato una filosofia di vita che condivide con passione: lo spazio ristretto di una vela obbliga a condividere navigazione, pericoli ed emozioni. Per lui costruire la barca ha significato ritrovare il sorriso e riprendersi la vita dopo l’incidente. “Quando sono in un ristorante, la prima cosa che chiedo è se il bagno è accessibile – sorride –. Anche le nostre città sono modificabili, a partire dalle necessità di tutti. Le invenzioni nascono per risolvere i bisogni”.
Il suo catamarano da oltre 20 anni solca gli oceani in nome dei diritti delle persone con disabilità. “Il nostro è un messaggio che non ha colore né bandiera, è un tema che riguarda tutti”, spiega lo skipper originario di Sandrigo, in provincia di Vicenza. “Crediamo a una società con meno barriere e con la capacità di dare opportunità a tutte le persone. A partire dal mondo del lavoro, valorizzando le abilità di ognuno: solo così potremo costruire una società più inclusiva, più equa e alla fine più sostenibile”.
Il messaggio di Andrea è chiaro: se su una barca persone con disabilità e non, militari e civili di varie nazionalità e lingue possono collaborare attivamente per un’impresa così sfidante, questo dimostra che la società funziona non perché siamo tutti uguali, ma perché abbiamo gli stessi obiettivi e rispettiamo le stesse regole, pur essendo diversi.
Per il futuro, Andrea ha in programma un nuovo giro d’Italia, raccontando l’esperienza attraverso un documentario e un libro a fumetti per le scuole. Un modo per sensibilizzare le nuove generazioni e dimostrare che, se è possibile progettare una barca accessibile a tutti, è possibile progettare anche una città accessibile a tutti. “Difficile non è impossibile, è solo difficile”, ripete spesso Andrea. La barca, conclude, “è in fondo per noi una metafora della vita”. E il viaggio continua.
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