La storia di Fabrizio Savarese è un esempio straordinario di passione e determinazione: sordo dalla nascita, ha trasformato il suo amore per il cinema in un progetto che ha reso accessibili le sale di Brescia con film sottotitolati, creando comunità, cultura e nuove opportunità di inclusione

Ci sono vite che raccontano molto più di un percorso personale: diventano la prova concreta di come un’idea, se perseguita con tenacia, possa trasformarsi in un cambiamento reale per un’intera comunità. La storia di Fabrizio Savarese, 41 anni, nato a Crema e cresciuto a Brescia, appartiene a questa categoria. Sordo dalla nascita, porta con sé un impianto cocleare che gli permette di percepire suoni e voci, anche se non distintamente.

Di sé dice una cosa semplice ma potentissima: di essere stato fortunato ad avere una famiglia capace di offrirgli ogni forma di sostegno, psicologico e pratico. Ma la verità è che, al di là del sostegno ricevuto, ciò che lo ha reso protagonista di una piccola rivoluzione culturale è la determinazione con cui ha inseguito un sogno.

Quel sogno nasce da bambino, quando Fabrizio entra per la prima volta in una sala cinematografica insieme al suo amico d’infanzia Luca. È il 1989 e sul grande schermo c’è “Batman”. La fascinazione per il cavaliere oscuro, la tensione contro il Joker, la magia della sala trasformano quel momento in una scintilla destinata a durare per sempre.

Qualche anno dopo, nel 1996, è la visione di “Independence Day” con il padre a scolpire definitivamente dentro di lui la meraviglia del cinema. Gli effetti speciali, le storie più grandi della realtà, la capacità dei film di descrivere mondi, emozioni e persone diventano una passione irresistibile.

Eppure, quella stessa passione si scontra presto con una barriera durissima: senza sottotitoli, un film può trasformarsi in un’esperienza confusa e frustrante. Per Fabrizio, come per migliaia di persone sorde, la mancanza di accessibilità non è solo un disagio tecnico, ma un limite culturale. Per anni assiste a film cercando di intuire il senso dalle espressioni degli attori, dai movimenti, dalle atmosfere.

Ma il cinema, quello vero, fatto di dialoghi, sfumature e narrazioni, resta parzialmente inaccessibile. Accade anche a casa: sua moglie, anche lei sorda, vorrebbe seguire programmi come “C’è posta per te”, ma la totale assenza di sottotitoli su alcune reti commerciali rende impossibile capire storie e contenuti. Perfino una richiesta ufficiale inviata a Mediaset per introdurre i sottotitoli rimane senza risposta.

A un certo punto, però, la vita di Fabrizio cambia direzione. Un amico gli segnala che in altre città italiane esistono sale che proiettano film in lingua originale con sottotitoli in italiano. Non a Brescia. Non nella sua città. Ed è lì che nasce la sua battaglia personale: se altrove è possibile, perché non dovrebbe esserlo anche qui?

Si rivolge all’ENS, ma non ottiene riscontri concreti. Si informa presso i cinema, scoprendo che i sottotitoli costano troppo, fino a 350 euro a serata. Quella porta chiusa potrebbe scoraggiare chiunque, ma non lui. Fabrizio decide di agire da solo. Scrive, parla con il Comune di Brescia, propone una collaborazione, insiste. Lavora mesi per far comprendere l’importanza di un gesto che, oltre ad abbattere barriere comunicative, restituisce alla comunità sorda un pezzo fondamentale di cultura e socialità.

Cinema

E poi accade. Il suo progetto trova ascolto. Il proprietario delle Multisala bresciane, il signor Quilleri, accoglie la proposta e la trasforma in realtà. Nasce così la “sala per sordi”, prima al cinema WIZ (poi chiuso nel 2023), poi al cinema OZ, al Moretto e al Sociale. È un cambiamento che travolge la comunità: ogni martedì, giovedì, venerdì, ma anche lunedì e mercoledì, film in lingua originale con sottotitoli in italiano diventano finalmente accessibili. A Brescia, città che conta circa 600 persone sorde, il cinema torna ad essere un luogo di incontro, conoscenza e vita sociale.

Nel frattempo Fabrizio crea anche il gruppo Facebook “Movie News”, nato quasi per gioco e diventato una comunità gigantesca con oltre 36.000 membri. Ogni giorno pubblica trailer, curiosità, programmazioni settimanali dei film sottotitolati, aggiornamenti per sordi, udenti e stranieri. “Movie News” diventa un punto di riferimento non solo per gli appassionati di cinema, ma per chi cerca un’informazione puntuale e accessibile.

Il suo percorso non si ferma qui. Fabrizio sogna un festival dedicato ad attori internazionali sordi, desidera portare i bambini sordi della scuola audiofonetica di Mompiano al cinema OZ per vedere film d’animazione sottotitolati, e vorrebbe introdurre film accessibili anche nelle biblioteche. Sogni che raccontano un’idea molto precisa: l’accessibilità non è un optional, ma un diritto culturale. E il cinema può diventare uno strumento straordinario per costruire comunità, amicizie e consapevolezza.

Oggi, grazie al suo impegno ostinato, Brescia è una delle città italiane più all’avanguardia nella proposta di film sottotitolati in sala. Una conquista che Fabrizio non rivendica come personale: nelle sue parole entrano sempre i nomi di chi lo ha sostenuto, dai responsabili dei cinema Omar e Lorenza al gruppo dell’ENS, fino ai tanti amici che hanno creduto in lui. Perché la sua non è una battaglia individuale, ma un lavoro collettivo che continua ancora oggi.

La rivoluzione di Fabrizio Savarese non è fatta di grandi proclami, ma di gesti concreti. È la dimostrazione che cambiare le cose è possibile, quando si mette insieme una passione inarrestabile e il desiderio di rendere il mondo un po’ più giusto. E anche questo, in fondo, è cinema: una storia che ispira, emoziona e apre nuove strade.

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