L’inclusione non è un concetto astratto, né una gentile concessione di chi detiene il potere. È un diritto fondamentale, ed è per questo che la nuova campagna di CoorDown, lanciata in occasione della Giornata internazionale sulla sindrome di Down, risuona con un messaggio potente: “No decision without us”

Viviamo in un’epoca in cui le conquiste delle persone con disabilità – in ambito lavorativo, scolastico, sportivo e sociale – sono continuamente messe in discussione, minacciate da decisioni prese senza il coinvolgimento diretto di chi ne subirà le conseguenze. È come se il mondo continuasse ad essere progettato da pochi per pochi, escludendo sistematicamente una parte significativa della popolazione. Ma le persone con disabilità non vogliono più solo adattarsi alle decisioni altrui: vogliono essere dove si decide, vogliono costruire attivamente la società in cui vivono.

Un musical che diventa una dichiarazione di intenti

A dare voce e ritmo a questa battaglia è il film “No decision without us”, un musical innovativo che porta sullo schermo, per la prima volta, attori con diverse disabilità. Attraverso la musica e il movimento, il film rappresenta situazioni di vita reale in cui le persone con disabilità chiedono di essere coinvolte nei processi decisionali. Non si tratta solo di garantire qualche opportunità in più, ma di trasformare radicalmente il modo in cui viviamo tutti insieme.

Come ricorda CoorDown, almeno un miliardo di persone nel mondo – circa il 15% della popolazione – vive con una disabilità. Eppure, quante di queste persone si trovano realmente nei luoghi in cui si prendono decisioni cruciali? Dov’è la loro voce quando si plasmano le politiche, le infrastrutture, i diritti e le opportunità?

Caterina Scorsone: “L’inclusione è democrazia”

Tra i volti della campagna spicca l’attrice Caterina Scorsone, nota per il suo ruolo in Grey’s Anatomy e madre di una bambina con sindrome di Down. Il suo coinvolgimento nel progetto non è solo professionale, ma profondamente personale.
«In un’epoca in cui siamo chiamati a riflettere su chi ha davvero il potere di influenzare la società, non possiamo più accettare l’esclusione sistematica delle persone con disabilità» afferma Scorsone. «La lotta per l’equità non è solo una battaglia per i diritti delle persone con disabilità, ma per i diritti di tutti. Il consenso sociale è reale solo quando tutti hanno accesso ai meccanismi e agli spazi decisionali. Una società davvero democratica non può permettersi di lasciare indietro milioni di persone».

Il suo messaggio è chiaro: l’inclusione non può essere solo un’aspirazione, deve essere una realtà concreta. E questa realtà si costruisce non solo attraverso la partecipazione, ma attraverso un cambiamento radicale di mentalità.

CoorDown

Quando le decisioni escludono, le persone con disabilità ne subiscono le conseguenze

Quante volte le persone con disabilità si trovano di fronte a scelte già fatte per loro?
La Presidente di CoorDown, Martina Fuga, lo sottolinea con forza: «Sappiamo bene cosa significa subire decisioni prese da altri senza poter dire la nostra. Per le persone con disabilità questa è una realtà quotidiana. Succede a scuola, sul lavoro, nei trasporti, nelle strutture pubbliche, quando viaggiano, quando vogliono accedere a un servizio.

Ogni giorno combattono contro un sistema che non li considera abbastanza importanti da essere coinvolti nei processi decisionali».
Dopo anni di piccoli passi avanti verso una società più inclusiva, il rischio oggi è quello di un pericoloso passo indietro. Ecco perché CoorDown lancia un appello forte, che supera ogni barriera e divisione: le persone con disabilità devono avere un posto nei luoghi in cui si decide il loro futuro.

L’alleanza con Fondazione Cariplo: 20 milioni per un cambiamento concreto

L’inclusione non si realizza solo con le parole, ma con i fatti. A supporto della campagna, Fondazione Cariplo ha annunciato un intervento triennale da 20 milioni di euro per garantire un reale progetto di vita alle persone con disabilità.
Il Presidente della Fondazione, Giovanni Azzone, spiega così la scelta:

«Viviamo in un mondo che sembra andare in direzione opposta rispetto all’inclusione e ai diritti fondamentali. Non possiamo permettere che questa tendenza prenda il sopravvento. Servono azioni culturali forti, ma anche impegni concreti: ecco perché abbiamo deciso di destinare 20 milioni di euro a iniziative per l’autonomia delle persone con disabilità. L’obiettivo è chiaro: costruire un nuovo modello di giustizia sociale, coinvolgendo istituzioni, aziende ed enti non profit».
Questo tipo di investimento dimostra che il cambiamento non è solo un’utopia, ma qualcosa di possibile, a patto che si abbia il coraggio di intraprendere azioni concrete.

Un futuro che si costruisce insieme

Il messaggio di “No Decision Without Us” non potrebbe essere più attuale. Non si tratta solo di un film o di una campagna di sensibilizzazione, ma di una richiesta urgente di giustizia e partecipazione.
Le persone con disabilità non chiedono concessioni, né di essere trattate con compassione. Chiedono di essere parte attiva della società, di avere voce nelle decisioni che plasmano il loro presente e il loro futuro.

E questo riguarda tutti noi. Perché una società che esclude non è solo ingiusta, ma è anche più debole. Solo riconoscendo il valore di ogni individuo possiamo costruire un mondo davvero inclusivo, equo e democratico.
Ora la domanda è: siamo pronti ad ascoltare?

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