Anna Valente ci accompagna a Dormimondo, un luogo immaginario nato dalle parole di sua figlia, dove i sogni, anche quelli impossibili, trovano casa. Un invito a non smettere mai di credere nell’impossibile
Parole d’Autore è una rubrica dedicata agli scrittori e alle loro storie. Ogni puntata offre un’intervista esclusiva, svelando l’ispirazione, il percorso creativo e i retroscena dietro la nascita di un libro.
di Marika Ascolese*

Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea nasce per pur casualità. Dormimondo è una parola inventata da mia figlia e un
suo amichetto, cosa che viene spiegata all’interno del libro.
Dopo aver ascoltato la spiegazione di cosa – o meglio – dove fosse Dormimondo, mi sono messa a lavoro ed ho raccolto sogni, possibili, anche irraggiungibili da raccontare, portandolo in questo luogo dove ognuno di noi può prendersene cura.
Un luogo mistico, magico, dove la realtà supera la fantasia.
C’è un episodio specifico che ha ispirato la trama o un personaggio?
Allora, chiesi a mia figlia: -“Cos’è Dormimondo?”. Mi rispose: -“Non “cosa” ma “dov’è”. Gli chiesi: -”Ok, dovè?”. Rispose nella tua testa: – “Lo si raggiunge andando a dormire. Cosa fate li?”. – “Giochiamo, parliamo, ci confrontiamo, cerchiamo di essere felici”. Da qui nasce la protagonista Fanny. Un insieme del mio nome e quello di mia figlia Raffaela, detta Faffy, e Anna (io), Alias Fanny.
Quanto c’è di autobiografico in questa storia?
Abbastanza. Credo che chiunque scriva, metta qualcosa di sè nelle pagine del proprio libro. In questo libro c’è molto di me, delle persone che conosco, dei ragazzi che hanno frequentato casa mia. Moltissimo della mia vita. Dormimondo è una raccolta di vita e di sogni.
Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere al lettore?
Che i sogni non vanno mai abbandonati. Anche quelli irraggiungibili, anzi forse
proprio questi ultimi ci aiutano a non perdere la speranza. Il mio motto è: “ Chi non sogna è già morto”.
Hai avuto un lettore “ideale” in mente mentre scrivevi?
Sì, tutti quelli che non vogliono smettere di sognare, quelli che non credono più nei sogni e soprattutto quelli che riescono a comprendere l’importanza della differenza tra Sogno e Desiderio. Chiunque voglia imparare a sognare.
Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro?
Unanno e più, però voglio specificare che Dormimondo è stato scritto sedici anni anni fa, pubblicato con una CE che non se ne prese cura, nemmeno per la correzione. Poi dopo quindici anni l’ho proposto alla mia attuale Casa Editrice che, dopo averlo letto, entusiasta ha deciso di dargli il giusto posto che meritava.
Scrivi di getto o pianifichi tutto nei minimi dettagli?
Sì, scrivo di getto. Di solito scrivo di emozione, passatemi il termine. Ho scritto anche un romanzo che si chiama Risveglio, che è un flusso di coscienza e mi rispecchia molto, con un finale tutto da scoprire.
Quali sono i tuoi rituali creativi, se ne hai?
Sera, musica, camino acceso di inverno, l’odore del mare e soprattutto immaginare le parole sotto forma di storia.
Che ruolo ha l’ispirazione nel tuo processo creativo?
Molto. Credo che chiunque sia ispirato nel processo di creazione di qualcosa. L’arte senza ispirazione non esiste: nulla che si chiami “arte” può essere programmato.
Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere?
Di dare voce ai mondi dentro di sé, non cercare cosa va di moda o cosa fa trend, ma semplicemente raccontare ciò che gli regala emozioni. Anche il dolore e la tristezza possono regalare fogli di pura magia!
Vi ringrazio molto per questa opportunità.
Un ultimo consiglio se permettete ai lettori: leggete, leggete e leggete per essere liberi, per essere vivi.
Namastè
Disponibile qui
*Marika Ascolese, affetta da tetraparesi spastica dalla nascita, è scrittrice e autrice di diversi libri, ha vinto diversi premi di poesia e narrativa. Oltre a scrivere è editor e si occupa di revisione e riscrittura testi.
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