A dieci anni dalla scomparsa di Franco Bomprezzi, giornalista e attivista per i diritti delle persone con disabilità, Milano lo celebra con un incontro pubblico e progetti commemorativi che tramandano il suo impegno per l’inclusione
Il 18 dicembre 2024 segna un anniversario importante per il mondo del giornalismo inclusivo e dell’attivismo sociale: dieci anni dalla scomparsa di Franco Bomprezzi, un uomo che ha dedicato la sua vita a raccontare la disabilità con sensibilità, ironia e, soprattutto, con una visione di speranza e inclusione. La sua memoria sarà onorata con l’incontro pubblico “Franco Bomprezzi: un pensiero sempre attuale”, organizzato da Ledha e Uildm presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano. L’evento, previsto per le 14:30, vedrà la presentazione di tre progetti dedicati al suo lascito culturale e professionale: un podcast, un video-documentario e un archivio digitale.
Chi era Franco Bomprezzi
Nato a Firenze il 1° agosto 1952, Franco Bomprezzi ha vissuto una vita straordinaria nonostante la sua condizione di disabilità motoria causata dall’osteogenesi imperfetta, una patologia genetica che indebolisce le ossa. Costretto a utilizzare una carrozzina, ha trasformato questa condizione in una forza, diventando uno dei più influenti giornalisti italiani impegnati sui temi della disabilità.
Dopo una lunga esperienza come caposervizio de Il Mattino di Padova e collaborazioni con testate come Il Resto del Carlino, si trasferì a Milano, dove proseguì la sua carriera come direttore responsabile di DM, il periodico dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm), e fondatore del sito Superando.it, ancora oggi un punto di riferimento per l’informazione sulla disabilità. Scrisse anche per il mensile e quotidiano online Vita e contribuì alla nascita del blog collettivo InVisibili sul sito del Corriere della Sera.
Bomprezzi fu un prolifico autore, con libri come “La contea dei ruotanti” (1999), “Io sono così” (2003) e “Handicap Power” (2008), nei quali raccontò la disabilità in modo innovativo, lontano da pietismi e stereotipi. Nel corso della sua carriera, ricevette prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano nel 2005 e il titolo di Cavaliere della Repubblica nel 2007.

Il giornalismo come strumento di cambiamento
Franco Bomprezzi non era solo un giornalista, ma un pioniere di un approccio inclusivo alla comunicazione. Credeva fermamente che il giornalismo dovesse servire come strumento per abbattere barriere, fisiche e culturali, e per promuovere una società più equa e rispettosa delle diversità. La sua capacità di raccontare la disabilità in modo lucido e accessibile, utilizzando un linguaggio chiaro e privo di retorica, lo rese un maestro per molti. Come ricordato da Alberto Fontana, amico di Bomprezzi e attuale presidente di Ledha, “Franco è stato un punto di riferimento per tutte le persone con disabilità. Ci ha insegnato a parlare di noi stessi con dignità e a emozionare senza mai far pesare la nostra condizione”.
Un’eredità che vive nei progetti commemorativi
Per celebrare il decennale della sua scomparsa, Ledha e Uildm, con il supporto della Fondazione Cariplo, hanno realizzato tre progetti che mirano a tramandare il pensiero di Bomprezzi:
- Podcast “Il Cavaliere a rotelle”: Scritto dalla giornalista Ilaria Sesana e prodotto da Intrecci Media, il podcast racconta la vita e le battaglie di Bomprezzi, sottolineando il suo impegno per i diritti delle persone con disabilità.
- Video-documentario “Frammenti imperfetti”: Diretto dal regista Enzo Berardi e dallo storico Matteo Schianchi, il video offre uno sguardo intimo sulla vita di Bomprezzi, evidenziandone la forza e l’ironia con cui affrontava la quotidianità.
- Archivio Bomprezzi: Un progetto che raccoglie la sua vasta produzione giornalistica, consentendo di esplorare le “piste narrative” che ancora oggi ispirano il racconto della disabilità.
Questi progetti rappresentano un tributo alla sua figura, ma anche una risorsa preziosa per le nuove generazioni di giornalisti e attivisti.
Un modello per il futuro
Bomprezzi considerava la diversità un arricchimento per la società. Il suo slogan, “Nulla su di noi, senza di noi”, è ancora oggi un punto di riferimento per chi si occupa di diritti delle persone con disabilità. Fu tra i primi a parlare di temi come le pari opportunità, i progetti di Vita indipendente e l’eliminazione delle barriere architettoniche, contribuendo alla diffusione di una cultura dell’inclusione.
Attraverso il suo impegno, Bomprezzi ha influenzato non solo il giornalismo, ma anche la politica e la società civile, promuovendo una visione basata sui principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.Un impegno che continuaIl lavoro di Franco Bomprezzi non si è fermato con la sua morte. Le organizzazioni con cui ha collaborato, come Ledha e Uildm, continuano a portare avanti le sue battaglie. Il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, istituito da Ledha, è un esempio concreto di come il suo pensiero sia ancora vivo. Inoltre, il Premio giornalistico nazionale Franco Bomprezzi incoraggia i professionisti della comunicazione a seguire il suo esempio, promuovendo un giornalismo attento ai diritti dei più fragili.
Ricordare per ispirare
A dieci anni dalla sua scomparsa, Franco Bomprezzi resta un simbolo di coraggio, determinazione e innovazione. Il suo modo di raccontare la disabilità ha cambiato la percezione collettiva, contribuendo a costruire una società più inclusiva. Ricordare la sua figura non è solo un omaggio al passato, ma un invito a continuare il suo lavoro, a non arrendersi di fronte alle discriminazioni e a lottare per un mondo in cui ogni individuo abbia pari dignità e opportunità. Mercoledì 18 dicembre sarà un’occasione per celebrare il suo straordinario lascito, ma anche per rinnovare l’impegno verso quei valori che Bomprezzi ha rappresentato con tanta forza.
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