La robotica assistiva dell’Istituto Sant’Anna di Pisa sta rivoluzionando l’assistenza alle persone con disabilità. Con progetti come la mano robotica “My Hand”, esoscheletri e materiali biodegradabili, sviluppa soluzioni innovative e sostenibili per migliorare autonomia e qualità della vita
La ricerca e l’innovazione nel campo della robotica stanno facendo passi da gigante, in particolare per quanto riguarda l’assistenza alle persone con disabilità. Tra i progetti più innovativi c’è quello portato avanti dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha recentemente aperto le sue porte per mostrare al pubblico i risultati delle proprie ricerche. Grazie a tecnologie all’avanguardia e materiali intelligenti, come le bucce di mandorla trasformate in sensori biodegradabili, si stanno sviluppando strumenti capaci di migliorare la qualità della vita e l’indipendenza di persone con disabilità motorie.
Mani robotiche avanzate: il progetto “My Hand”
Uno dei progetti di punta dell’Istituto Sant’Anna è la mano robotica “My Hand”, sviluppata per restituire parzialmente la funzionalità agli amputati. Ciò che rende questa tecnologia così speciale è il controllo estremamente naturale della mano attraverso sensori mioelettrici indossabili. Questi sensori rilevano i segnali elettrici generati dai muscoli durante la contrazione, permettendo alla persona di controllare la protesi con il proprio pensiero e senza interventi invasivi.
Non si tratta solo di una protesi funzionale, ma anche esteticamente pensata per essere mostrata piuttosto che nascosta. Il prototipo pesa circa 220 grammi, un terzo delle protesi mioelettriche attuali, ed è stato progettato per essere accessibile economicamente, con un costo stimato di 10.000 euro, ben inferiore rispetto alle alternative sul mercato.
L’innovazione più straordinaria di “My Hand” è il ritorno sensoriale. Attraverso sensori posti sulla mano, il dispositivo è in grado di restituire una certa sensazione tattile all’amputato, consentendo una maggiore interazione con l’ambiente. Questo è reso possibile grazie a un sistema di piccoli vibratori posizionati sulla parte restante dell’arto, che simulano il feedback tattile. Alcuni utenti hanno già testato la mano robotica, utilizzandola per diverse settimane e riportando notevoli miglioramenti nella qualità della vita quotidiana.
Soft robotics e esoscheletri
Un’altra frontiera della robotica, esplorata dall’Istituto Sant’Anna, è la soft robotics, una tecnologia che si distingue per la sua capacità di replicare movimenti naturali e delicati, grazie all’uso di materiali morbidi e flessibili. Questo tipo di robotica si ispira alla natura, prendendo spunto, ad esempio, dalle anguille cieche o dalle larve di leptocefalo, capaci di mimetizzarsi e muoversi in ambienti difficili. I soft robots possono essere utilizzati in campo medico per operazioni chirurgiche delicate o per assistere nella riabilitazione fisica.
Grazie alla loro struttura flessibile, possono adattarsi al corpo umano e persino essere utilizzati per massaggiare i tessuti in modo delicato e preciso.Un progetto altrettanto promettente è MUSE, che mira a sviluppare esoscheletri artificiali controllati in modo naturale dal paziente. A differenza degli esoscheletri tradizionali, questi esomuscoli sono impiantati direttamente sul sistema scheletrico e si muovono in sincronia con i segnali neurali dell’utente, migliorando così la mobilità di persone con disabilità motorie.

Robotica sostenibile: sensori biodegradabili e tecnologie green
L’Istituto Sant’Anna non si limita allo sviluppo di tecnologie robotiche avanzate, ma è anche fortemente impegnato nella ricerca di soluzioni sostenibili. Un esempio innovativo è l’uso di materiali biodegradabili, come le bucce di mandorla, per costruire sensori morbidi e deformabili. Questi sensori sono in grado di monitorare l’ambiente, ad esempio in campo agricolo, con un impatto ambientale ridotto. Tali materiali, combinati con tecnologie di soft robotics, potrebbero aprire la strada a nuove applicazioni in settori diversi, dall’agricoltura alla gestione dei rifiuti e al monitoraggio ambientale.
La neurotecnologia per decodificare il movimentoUn altro aspetto fondamentale della ricerca dell’Istituto è la decodificazione dei segnali neurali. Gli scienziati stanno sviluppando algoritmi capaci di interpretare i segnali inviati dal cervello per eseguire movimenti, ad esempio con l’uso di elettroencefalogrammi o impianti neurali. Questo tipo di tecnologia ha già portato a risultati incredibili: persone paralizzate possono comandare un braccio robotico o persino giocare a un videogioco senza muovere un dito. Il potenziale di questa ricerca è enorme, soprattutto per il trattamento di patologie neurologiche come la paralisi e altre disabilità motorie.
Il campo della neurotecnologia ha anche implicazioni significative per l’interazione uomo-macchina. Ad esempio, i neuroprotesi permettono alle persone di controllare dispositivi elettronici tramite i segnali cerebrali, migliorando l’accesso a tecnologie che prima risultavano inaccessibili a chi ha gravi disabilità.Il futuro della robotica assistivaIl lavoro svolto dall’Istituto Sant’Anna è all’avanguardia nella creazione di soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Con progetti come “My Hand”, MUSE, e l’uso di materiali biodegradabili, si sta ridisegnando il concetto di robotica assistiva, portandolo verso un futuro più sostenibile, accessibile ed efficace.
La robotica non riguarda solo l’avanzamento tecnologico, ma anche la capacità di integrare queste innovazioni nella vita quotidiana, restituendo dignità e indipendenza a chi ne ha più bisogno. Attraverso l’utilizzo di tecnologie non invasive, robot soft e materiali biodegradabili, l’Istituto Sant’Anna si posiziona come uno dei leader mondiali nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni per le disabilità, con un occhio di riguardo anche per l’ambiente e la sostenibilità.Queste innovazioni rappresentano una vera e propria rivoluzione, che non solo cambia la vita delle persone con disabilità, ma contribuisce anche alla creazione di un futuro più equo e sostenibile per tutti.
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