Dopo un incidente, Marco Bottardi ha creato World4All: app, startup e movimento culturale per un turismo accessibile e intelligente. Grazie alla tecnologia, al machine learning e a una rete territoriale, la piattaforma aiuta milioni di persone a viaggiare senza barriere
Organizzare un viaggio dovrebbe essere un’esperienza entusiasmante, ma per chi ha una disabilità – fisica, cognitiva o anche temporanea – può trasformarsi in un labirinto di ostacoli e incertezze. In Italia, solo lo 0,57% dei comuni (45 su 7.904) possiede la Bandiera Lilla, il riconoscimento conferito per l’accessibilità turistica. Eppure, secondo le stime, entro il 2035 il numero di viaggiatori con disabilità crescerà del 70%, mentre l’assenza di servizi accessibili genera ogni anno perdite economiche globali pari a 142 miliardi di euro e impedisce la creazione di circa 3,4 milioni di posti di lavoro.
È in questo scenario che si inserisce World4All, una startup innovativa e una piattaforma tecnologica che nasce da un’esperienza personale forte, dolorosa e trasformativa: quella di Marco Bottardi, soprannominato “Mastro”, imprenditore e sportivo originario di Desenzano del Garda.
La storia di Marco Bottardi: dalle barriere personali alla visione collettiva
La storia di World4All inizia, paradossalmente, con uno stop. Dopo un grave incidente in moto, Bottardi diventa paraplegico. Ma la sua resilienza e la sua capacità imprenditoriale non si fermano. Al contrario, quell’esperienza lo spinge a immaginare e costruire un mondo più accessibile per tutti. Non un progetto caritatevole, ma un movimento imprenditoriale e culturale. “L’accessibilità non è un costo”, spiega Bottardi, “ma un’opportunità di business per le attività. Serve passare da un approccio no profit a uno profit oriented, che generi valore economico e sociale”.
Così, nel 2022, prende ufficialmente vita World4All, evoluzione dell’associazione “Zero Barriere Odv”, ora realtà in piena espansione che ha lanciato anche una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, con l’obiettivo di sviluppare la tecnologia, ampliare la rete territoriale e internazionalizzare il progetto.

Cos’è World4All: un’app, una community, una certificazione
Disponibile gratuitamente per iOS e Android, World4All è una piattaforma di geolocalizzazione e certificazione dell’accessibilità. Grazie a un sistema alimentato da machine learning, sopralluoghi tecnici e schede certificate, l’app consente agli utenti di cercare e trovare strutture realmente accessibili: hotel, ristoranti, musei, luoghi di svago, parcheggi, percorsi urbani e tanto altro. Il tutto validato attraverso parametri tecnici, documentazione fotografica e un rating dell’accessibilità rilasciato da esperti.
Ma non si tratta solo di barriere architettoniche: World4All si rivolge anche a persone con disabilità cognitive, famiglie con passeggini, anziani, utenti con difficoltà temporanee, costruendo un ecosistema davvero inclusivo. È una risposta concreta all’esigenza di autonomia, libertà e pianificazione di chi, troppo spesso, si trova escluso dal turismo tradizionale.
La vision: accessibilità condivisa, partecipata, sostenibile
Oggi l’ambizione è chiara: con la versione 2.0, la responsabilità dell’accessibilità passerà direttamente nelle mani delle strutture ricettive. Attraverso un sistema di autodichiarazione, potranno caricare autonomamente schede tecniche, fotografie e documenti utili per ottenere la certificazione, con verifiche successive da parte del team World4All.
In parallelo è in sviluppo una versione desktop dell’app con interfaccia facilitata, supporto vocale, e navigazione semplificata per utenti con disabilità motorie severe. Inoltre, la community avrà un ruolo attivo: ogni segnalazione o recensione inviata dagli utenti contribuirà a migliorare l’intero sistema. “Ogni indicazione può migliorare la vita di migliaia di persone”, spiega Bottardi.
Le funzionalità in arrivo sono all’avanguardia: sistemi di smart parking accessibile, navigazione oculare, intelligenza artificiale predittiva per analisi comportamentali e suggerimenti su misura. Ma non solo tecnologia: World4All investe anche nella formazione, attraverso una vera e propria Academy per tecnici, imprese, enti pubblici, dove lo stesso Bottardi porta la propria testimonianza e sensibilizza sull’inclusione.

Un mercato (ancora) sottovalutato
In Italia ci sono 13 milioni di persone con ridotta mobilità, e nel mondo oltre 1 miliardo. Un bacino enorme, spesso invisibile al marketing e alle scelte strategiche delle aziende e degli enti turistici. World4All punta invece a valorizzare proprio questo segmento, dimostrando che l’accessibilità non è solo un dovere etico, ma anche una scelta competitiva. Come? Creando un’infrastruttura scalabile, replicabile e capace di portare vantaggi concreti agli attori locali: hotel, ristoranti, comuni, imprese.
E lo fa partendo da un territorio pilota, il Lago di Garda, che oggi rappresenta il modello su cui testare e perfezionare la piattaforma. “Il Garda è accessibile – racconta Bottardi – ma va comunicato. E la comunicazione è parte dell’accessibilità”.
Un’accessibilità che unisce tecnologia e cultura
Ciò che rende World4All un progetto unico è la capacità di coniugare innovazione tecnologica, consapevolezza culturale e impatto sociale. È un’app che funziona, certo, ma è anche un manifesto per una società che non accetta più discriminazioni o esclusioni. L’accessibilità viene affrontata come un diritto universale, ma anche come una leva di sviluppo per le imprese e un’opportunità strategica per i territori. Con la sua campagna di raccolta fondi e l’espansione prevista nei prossimi anni, Bottardi mira a coinvolgere investitori, amministrazioni pubbliche, imprese turistiche e singoli cittadini nella costruzione di un mondo che non lasci indietro nessuno.
In conclusione
World4All non è solo una startup, né solo un’app: è un’idea potente, nata da una caduta e trasformata in volo. È il sogno di un uomo, Marco Bottardi, diventato la visione condivisa di un futuro possibile: quello in cui viaggiare, abitare, vivere non è più un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti.
È tempo di costruire quel mondo. Un luogo alla volta.
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