Un giardino per Calvino curato da giovani con disabilità

«Così germogliano di nuovo»

Italo Calvino reagirebbe col suo sorriso allegro e sornione, dolce e arguto. Se alzasse gli occhi da una delle sue scrivanie che sono state traslate, dopo la vendita della casa di Campo Marzio in Roma, nella Sala dedicata alla letteratura contemporanea e ai fondi d’autore denominata Sala Falqui all’interno della Biblioteca Nazionale Centrale, e volgesse lo sguardo verso la vetrata.

Lì infatti, proprio accanto alla biblioteca riordinata esattamente secondo lo schema originario con doppie file di libri a palchetto, alle opere degli amici artisti tra cui Toti Scialoja, ad alcuni souvenir dei suoi mitici viaggi, alla fotografia, tra le altre, del caro Elio Vittorini, si accorgerebbe che c’è un giardino tutto per lui.

E che a prendersene cura sono persone silenziose e alacri che attraverso le piante e i fiori trovano un motivo per germogliare di nuovo e anche per far ricordare l’autore del Barone Rampante: si tratta dei membri di Roda Onlus, l’Associazione Roma Diversamente Abile per genitori e figli con disabilità, nata nel 2009, che si impegna nel giardinaggio affidando la cura delle piante a giovani disabili e anziani.

Calvino era figlio di Mario Calvino ed Eva Mameli, massimi esperti italiani di botanica nel XX secolo, che dopo svariare esperienze in giro per il mondo, in particolare nelle Americhe, crebbero il figlio a Sanremo dove stavano dirigendo la stazione sperimentale di floricultura.

Esiste dunque una linea verde di continuità e contiguità tra questo spazio aperto all’interno delle aule della Biblioteca Nazionale Centrale, dove la yucca, gli aranci, i cedri crescono prosperosi assieme alle agavi, lo scrittore di cui si avverte vivida la presenza e i rappresentanti di Roda Onlus i quali, osservando il buono stato della flora ricreata seguendo i consigli e le informazioni botaniche fornite dai genitori di Calvino, stanno davvero compiendo un ottimo lavoro da giardinieri.

«Siamo riusciti a creare un ambiente davvero suggestivo ed evocativo – dice la dott.sa Eleonora Cardinale, funzionaria bibliotecaria del Ministero della Cultura – oltre a ricordare le figure di Calvino, della moglie Chichita attraverso la ricostruzione fedele di quello che era il suo laboratorio di scrittura nella casa romana resa possibile dalla disponibilità della loro figlia Giovanna, questo spazio potrà diventare esso stesso un laboratorio di studi e ricerche internazionali sulla figura e sull’opera dello scrittore.

Ora ci stiamo occupando della documentazione e aggiornamento della sua bibliografia anche in vista delle celebrazioni del secolo dalla nascita nel 2023. E poi c’è il giardino davvero bello e ottimamente curato da Roda Onlus che completa così l’ambientazione calviniana».

L’atmosfera, in virtù di tutte queste componenti, ha davvero un’aurea di autenticità. Ai tanti amanti dei suoi romanzi che vengono qui da tutto il mondo dà la vivida impressione di trovarsi catapultati dentro le storie di Calvino. Un mondo dentro un altro e un altro ancora.

(corriere.it)

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