Ojitos de Huevo (Nothing to See Here). L’amore è cieco, ma a volte anche la risata

Ojitos de Huevo (Nothing to See Here), la comedy messicana semi auto-biografica che si fa beffe del perbenismo dei normodotati mettendo al centro un aspirante stand-up comedian cieco e un gay affetto da paralisi celebrale. Su Netflix.

Non aspettatevi remore o peli sulla lingua nella recensione di Ojitos de Huevo (Nothing to See Here), la nuova serie comedy messicana disponibile dal 17 novembre su Netflix. Questo perché per raccontare la storia (semi)vera di Alexis Arroyo, stand-up comedian che da un paesino dell’entroterra prova a sfondare nella capitale nonostante il mondo sembri dirgli che non ce la potrà mai fare, la serie dimostra di non avere paura di niente e di nessuno. Il progetto si inserisce perfettamente nella linea editoriale attuale della piattaforma rossa che punta ancora una volta sul genere stand-up comedy che va per la maggiore insieme al true crime, e in questo caso mescola docu e serie per una fiction che racconta una storia (semi)vera, a partire da una protagonista carismatico.

Ojitos de Huevo (Nothing to See Here)
Nothing to See Here: Alexis Arroyo e Kike Vazquez in una scena
Il comico

Alexis Arroyo interpreta una versione sopra le righe di se stesso e mette molto della propria storia in questa comedy ma soprattutto lo fa senza remore. Dopo averci proposto la dolce Special di e con Ryan O’Connell, il colosso dello streaming questa volta mette al centro le disabilità che spesso creano disagi ai normodotati facendosi beffe del loro perbenismo e della loro finta empatia e comprensione. Il protagonista spara battute a zero su tutti, in primis su se stesso, ed è proprio grazie alla sua autoironia e consapevolezza di chi gli sta intorno che inizia ad avere successo. Non ha paura delle battute su di sé e sulla propria disabilità perché è il primo a farne come meccanismo di difesa primario.

Nothing to See Here: il cast

Il ritmo della comedy è quindi da subito frizzante e veloce e la trama procede spedita, tenendo incollati gli spettatori. Il titolo Ojitos de Huevo (internazionale Nothing to See Here) fa riferimento agli “occhi d’uovo” come sembrano quelli dei ciechi che poi sono il punto di vista primario di questa comedy, assieme a quelli del co-protagonista e migliore amico di Alexis, interpretato da Kike Vazquez (anche lui stand-up comedian nella realtà e qui manager del protagonista), affetto da paralisi celebrale (proprio come il protagonista di Special): due amici che amano farsi le canne all’università ma vorrebbero sfondare e avere successo e soprattutto bramano una propria indipendenza.

Nothing to See Here: i genitori del protagonista
I genitori

I genitori di Alexis nella serie hanno un atteggiamento opposto nei confronti della cecità del figlio: il padre, un oftalmologo (che quindi cura gli occhi, ironia portami via), è iperprotettivo, pensa di doverlo seguire e accudire fino a chissà quale età e non gli lascia nessuno spazio per provare ad avere un minimo di emancipazione da adulto. La madre, al contrario, fin da piccolo lo getta a capofitto nelle più svariate attività ripetendogli continuamente che potrà fare qualsiasi cosa vorrà nella vita e non dovrà mai farsi dire il contrario da nessuno, con risultati anche disastrosi.

Due modi di fare estremi in entrambi i casi e forse per questo non funzionali allo scopo, ma che spingono inevitabilmente il protagonista (e anche l’amico, mal visto soprattutto dal padre) a voler lasciare il nido e provare a cavarsela da solo. Ovviamente non è facile sfondare nella scena stand-up comedian messicana e ancora meno trovare casa con pochi soldi ma i due ce la metteranno tutta. Anche a livello sentimentale le cose non sono semplicissime per il dinamico ed improbabile duo: Alexis ha una fidanzata che lo tradisce con un ragazzo menomato ma che poi lo seguirà a sorpresa a Città del Messico per generosità (social), mentre l’amico fidato deve farsi strada nella scena queer tra app e appuntamenti al buio.

Nothing to See Here: Alexis Arroyo e Kike Vazquez a Città del Messico
La città

Dal paesino dell’entroterra messicano alla Big City il passo è breve e pieno di difficoltà per i due (anti)eroi della risata di Nothing to See Here. Questo passaggio che rappresenta appieno il loro romanzo di formazione ed è pieno di ostacoli, fisici tanto quanto idealistici. Ci mettono un’ora per arrivare alla banca qualche isolato più in là e poter controllare il proprio conto ma continuano a prendere qualsiasi sfida gli si presenti di fronte con cinica autoironia e soprattutto con il sorriso sulla labbra. Perché forse la risata è davvero l’arma più potente che c’è, insieme all’affetto sincero.

In conclusione

Ojitos de Huevo (Nothing to See Here) confermiamo sia una comedy sorprendentemente riuscita per come scherzi senza peli sulla lingua sulle disabilità che mette al centro del racconto, con tatto e delicatezza e allo stesso tempo crudezza e cinismo, in un mondo politically correct che sembra essersi dimenticato come si fa. Merito della storia semi-autobiografica, merito dei protagonisti sopra le righe e merito del meta-testo, dato che parliamo proprio di stand-up comedy, che dovrebbe essere la prima categoria a riuscire a scherzarci su con intelligenza e verve. (Articolo solo parzialmente modificato da moviplayer.it)

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