Ci sono storie che parlano di resilienza, e poi ci sono storie che riescono a cambiare lo sguardo con cui osserviamo il mondo. Quella di Nadia Lauricella appartiene alla seconda categoria.Siciliana, influencer, atleta, attivista e punto di riferimento per migliaia di persone, Nadia è nata con la focomelia, una rara malformazione congenita che non le ha mai impedito di costruire una vita piena, autonoma e ricca di sogni. Attraverso i social network ha abbattuto stereotipi e pregiudizi, mostrando una quotidianità fatta di viaggi, allenamenti, lavoro, sorrisi e battaglie per i diritti.Il suo profilo Instagram è diventato negli anni una finestra aperta sull’inclusione, ma soprattutto sulla libertà di essere sé stessi. In questa intervista ci racconta il suo percorso, le conquiste quotidiane e il messaggio che vorrebbe lasciare alle future generazioni.

Nadia Lauricella

Sul tuo profilo non racconti solo la disabilità, ma una donna che viaggia, si allena, sogna e si diverte. Quando hai capito che il tuo messaggio doveva essere: “Guardate Nadia, non la sua disabilità”?
L’ho capito quando ho smesso di voler dimostrare qualcosa agli altri e ho iniziato semplicemente a vivere. La disabilità fa parte di me, ma non mi definisce. Io sono Nadia: una donna che viaggia, si allena, lavora, sogna, ride e affronta le sue sfide ogni giorno. Se attraverso la mia vita riesco a far vedere prima la persona e poi la disabilità, allora ho raggiunto il mio obiettivo.

Ti aspettavi che migliaia di persone si sarebbero riconosciute nella tua storia?
Assolutamente no. Quando ho iniziato, il mio obiettivo era semplicemente raccontare la mia vita senza filtri e mostrare che anche con una disabilità si può vivere pienamente. Non avrei mai immaginato che così tante persone si sarebbero riconosciute nella mia storia. La cosa più bella è scoprire che il mio messaggio va oltre la disabilità: parla di forza, accettazione, resilienza e voglia di vivere.

La parola “libertà” ricorre spesso nei tuoi post. Che cosa significa oggi essere libera per Nadia Lauricella?
Per me oggi la libertà significa poter scegliere. Scegliere chi essere, dove andare, cosa sognare e come vivere la mia vita senza lasciare che siano i limiti, i pregiudizi o la paura a decidere per me. Essere libera significa conquistare ogni giorno la mia autonomia.

C’è un luogo che ti ha fatto sentire completamente senza barriere e uno che invece ti ricorda quanto ci sia ancora da fare?
Londra è uno dei luoghi in cui mi sono sentita più libera grazie all’attenzione all’accessibilità e all’autonomia. La Sicilia, la mia terra, mi ricorda invece ogni giorno quanto ci sia ancora da fare sul fronte delle barriere architettoniche e culturali.

Il fitness e il bodybuilding sono diventati una parte importante della tua vita. Cosa hai scoperto di te stessa attraverso il rapporto con il tuo corpo?
L’allenamento mi ha insegnato che i limiti sono spesso molto più mentali che fisici. Ho imparato ad apprezzare il mio corpo per ciò che è capace di fare e non per ciò che gli manca. Il bodybuilding mi ha aiutata a costruire non solo un corpo più forte, ma anche una mente più forte.

Hai ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per il tuo impegno sociale. È stato un punto di arrivo o di partenza?
È stato un onore immenso, ma non un punto di arrivo. Mi ha dato ancora più responsabilità e motivazione nel continuare a lavorare per una società più inclusiva e attenta ai diritti delle persone con disabilità.

Qual è stata la conquista quotidiana che ti ha fatto dire: “Ce l’ho fatta”?
Il momento in cui ho capito di poter viaggiare da sola e gestire la mia vita in autonomia. Costruire la propria vita alle proprie condizioni significa avere la libertà di scegliere il proprio percorso.

Molte persone con disabilità ti considerano un punto di riferimento. Ti pesa questa responsabilità?
Lo vivo soprattutto come un privilegio. Sapere che la mia storia può aiutare qualcuno è una delle cose più belle che i social mi abbiano regalato. Cerco sempre di essere autentica, mostrando sia i successi che le difficoltà.

Nei tuoi contenuti c’è tanta ironia e tanta leggerezza. Quanto è importante imparare a sorridere delle proprie fragilità?
L’ironia è una delle forme più grandi di libertà. Sorridere delle proprie fragilità non significa ignorarle, ma smettere di averne paura. È una forma di forza e consapevolezza.

Se potessi lanciare un messaggio ai genitori di un bambino nato oggi con una disabilità importante, cosa diresti loro?
Non lasciate che una diagnosi definisca il futuro di vostro figlio. È prima di tutto un bambino, con sogni, talenti e possibilità. Con amore, fiducia e le giuste opportunità, potrà sorprendervi ogni giorno.

La storia di Nadia Lauricella ci ricorda che la disabilità non è un limite alla felicità, ai sogni o all’autodeterminazione. I veri ostacoli, spesso, sono i pregiudizi e le barriere culturali che la società continua a costruire. Con il suo sorriso, la sua determinazione e la sua straordinaria capacità di raccontarsi senza filtri, Nadia è diventata molto più di un’influencer: è la testimonianza concreta che l’autonomia, la libertà e la realizzazione personale sono diritti che appartengono a tutti.
E forse il messaggio più potente che ci lascia è proprio questo: prima della disabilità c’è sempre una persona, con la sua unicità, i suoi desideri e la sua infinita voglia di vivere.

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