Il CARE Lab di Firenze, presso l’IRCCS Don Gnocchi, utilizza realtà virtuale e serious games per la riabilitazione pediatrica. Offrendo terapie personalizzate per bambini con paralisi cerebrale e disturbi neuromotori, migliora motivazione, funzionalità e apprendimento motorio

La paralisi cerebrale infantile rappresenta una delle sfide più complesse nel campo della riabilitazione pediatrica. Grazie ai progressi tecnologici, oggi è possibile affrontarla con strumenti innovativi che combinano scienza, divertimento e personalizzazione. A Firenze, presso l’IRCCS Don Gnocchi, è stato recentemente aperto il Computer Assisted REhabilitation (CARE) Lab, un laboratorio all’avanguardia che utilizza realtà virtuale e serious games per trasformare il percorso riabilitativo dei bambini in un’esperienza coinvolgente e stimolante.

Questo progetto, inaugurato con il sostegno della Fondazione Tommasino Bacciotti, si rivolge a piccoli pazienti dai 5 agli 11 anni affetti da paralisi cerebrale uni o bilaterale, disturbi del neurosviluppo, difficoltà di attenzione (con o senza iperattività) e problemi di coordinazione motoria.

La Tecnologia al Servizio della Riabilitazione

La realtà virtuale e i giochi interattivi ad alta tecnologia non sono più un’aggiunta sperimentale, ma strumenti consolidati nel panorama delle terapie riabilitative. Una revisione sistematica pubblicata nel maggio 2024 su Brain Science da un team di ricercatori italiani evidenzia come l’immersione in ambienti virtuali rappresenti un’integrazione fondamentale alle metodologie tradizionali. Secondo lo studio, questa tecnologia non solo rende i bambini più motivati, ma migliora in modo significativo le loro capacità funzionali e motorie.

Nel caso della paralisi cerebrale, ad esempio, la realtà virtuale favorisce il controllo dei movimenti, l’equilibrio e la postura, stimolando al contempo attenzione, memoria e coordinazione oculo-motoria.Il CARE Lab di Firenze si inserisce proprio in questo scenario promettente. Qui, i bambini possono accedere a programmi riabilitativi personalizzati, convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, che sfruttano dispositivi high-tech per rendere gli esercizi più efficaci e divertenti.

Studi preliminari condotti durante la fase sperimentale del laboratorio, pubblicati sul Journal of Pediatric Rehabilitation Medicine, hanno mostrato risultati concreti: nei bambini con paralisi cerebrale unilaterale, l’ampiezza dei movimenti è aumentata in media del 19%, mentre la destrezza è cresciuta del 13%. Inoltre, un altro studio italiano apparso su Sensors ha rilevato miglioramenti significativi nell’attenzione visiva, nella flessibilità cognitiva e nelle capacità di pianificazione nei pazienti con disturbi di coordinazione motoria o dell’apprendimento.

Come Funziona il CARE Lab

Il laboratorio si compone di due spazi principali: una stanza multimediale ad alta tecnologia e una sala di controllo per i terapisti. Nella prima, i bambini si immergono in un ambiente virtuale semi-immersivo, con pareti che raffigurano un parco giochi colorato e accattivante. Qui, attraverso giochi interattivi, lavorano su abilità motorie e cognitive. Sensori e videocamere nascosti registrano ogni movimento, permettendo ai terapisti di raccogliere dati quantitativi per monitorare i progressi e adattare le attività alle esigenze specifiche di ciascun paziente.

Anna Cavallini, direttrice del Dipartimento di neuropsichiatria e riabilitazione dell’età evolutiva della Fondazione Don Gnocchi, sottolinea l’importanza di un approccio su misura: “Ogni bambino inizia con una valutazione iniziale che permette di definire gli esercizi più adatti. La componente ludica è fondamentale: rende la riabilitazione un momento piacevole, aumenta la motivazione e riduce l’ansia legata alla prestazione”. Questo metodo non si limita agli arti superiori, ma coinvolge anche quelli inferiori grazie a immagini proiettate sul pavimento con cui i bambini interagiscono.

CARE Lab
Il taglio del nastro al CARE Lab (Foto: Fondazione Don Gnocchi)

I Giochi: Imparare Muovendosi

Il CARE Lab propone tre principali tipologie di giochi, progettate per stimolare diverse abilità. “La gita al parco” punta a potenziare i movimenti delle braccia e l’attenzione in tutte le sue forme – sostenuta, selettiva e divisa. “Pronti e via” si concentra su memoria a breve termine, attenzione e orientamento visuo-spaziale, chiedendo al bambino di raggiungere bersagli fissi con il braccio. Infine, “Passo a passo” richiede pianificazione e problem-solving: i bambini devono raccogliere oggetti virtuali, evitando ostacoli statici o in movimento, seguendo una mappa proiettata a terra.

Questi serious games, sviluppati in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, non sono semplici passatempi. Grazie a tecnologie avanzate, come attuatori indossabili, i bambini percepiscono stimoli tattili che simulano il contatto con gli oggetti virtuali, arricchendo l’esperienza multisensoriale. Il risultato è un ambiente che non solo motiva, ma favorisce un apprendimento motorio più rapido e duraturo.

Una Visione Personalizzata e Inclusiva

Maria Assunta Gabrielli, direttrice dell’IRCCS Don Gnocchi di Firenze, spiega come la tecnologia sia al servizio della filosofia del fondatore: “Non esistono malattie, esistono malati. La personalizzazione è il cuore del nostro lavoro, e gli strumenti tecnologici ci permettono di adattare le terapie alle necessità uniche di ogni bambino”. I dati raccolti dai sensori non solo monitorano i progressi, ma generano indici precisi che aiutano i terapisti a calibrare gli esercizi, rendendo il percorso riabilitativo sempre più efficace.

All’inaugurazione del CARE Lab erano presenti figure chiave della Fondazione Don Gnocchi, tra cui il presidente don Vincenzo Barbante, il direttore generale Francesco Converti e la direttrice scientifica Maria Cristina Messa, oltre a Paolo Bacciotti della Fondazione Tommasino Bacciotti, che ha finanziato il progetto. “Questo laboratorio si affianca agli altri due CARE Lab di Milano e Falconara, creando una rete nazionale che porta innovazione anche nei centri più piccoli”, ha dichiarato don Barbante. Con 9 regioni coperte, 3.758 posti-letto accreditati e 27 ambulatori territoriali, la Fondazione conferma il suo impegno capillare nella riabilitazione pediatrica.

Prospettive Future: Dalla Clinica alla Casa

Il CARE Lab non è solo un passo avanti nella riabilitazione ospedaliera, ma apre anche la strada a soluzioni innovative come la telemedicina. Grazie alla possibilità di monitorare i pazienti da remoto, questo approccio potrebbe presto essere trasferito nelle case dei bambini, garantendo continuità terapeutica anche al di fuori delle strutture sanitarie. Inoltre, l’analisi avanzata dei dati, condotta in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, permette di misurare oggettivamente i progressi attraverso indici cinematici, offrendo una valutazione precisa e scientifica dei risultati.

Conclusioni: Un Ponte tra Scienza e Gioco

Il CARE Lab di Firenze rappresenta una svolta nel modo in cui pensiamo alla riabilitazione pediatrica. Unendo realtà virtuale, serious games e un approccio personalizzato, offre ai bambini con paralisi cerebrale e disturbi del neurosviluppo un’opportunità unica: migliorare le proprie abilità in un contesto sicuro, stimolante e divertente. La tecnologia non sostituisce il terapista, ma lo affianca, amplificando l’efficacia degli interventi e rendendo il percorso riabilitativo un’avventura da vivere. Con progetti come questo, la Fondazione Don Gnocchi dimostra che l’innovazione, quando è al servizio delle persone, può davvero fare la differenza.

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